La svolta green delle imprese

Ambiente
green

La conversione green di una parte del sistema produttivo italiano, avvenuta spesso senza la politica, si è mostrata una carta vincente e, infatti, quelle imprese esportano e assumono di più

Ha fatto bene Hollande a confermare la conferenza mondiale. I terroristi non fermano la Cop21 e non devono cambiare i nostri valori. In ballo a Parigi non c’è solo una sfida ambientale, ma economica, tecnologica e geopolitica, che influenza ed è influenzata dalle grandi questioni mondiali. Molte tensioni e conflitti hanno a che vedere il clima. Barack Obama ha ricordato come i cambiamenti climatici abbiano aggravato la crisi siriana.

Tra il 2006 e il 2009 una grave siccità ha determinato lo spostamento di un milione e mezzo di persone dalle campagne alle città, a cui si sono aggiunti un milione di profughi iracheni. La Siria, da paese esportatore, è diventato importatore di grano con un aumento vertiginoso dei prezzi alimentari. Tutto questo ha contribuito ad acutizzare tensioni e conflitti attuali ed antichi, creando un terreno fertile per l’estremismo e il fanatismo.

Lo sceicco Ahmed Zaki Yamani, autorevole esponente saudita, ha detto “l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre, l’età del petrolio non finirà per l’esaurirsi dei pozzi ma per la tecnologia, che è il vero nemico dell’Opec”. Puntare sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico significa non solo affrancarsi dai combustibili fossili, con tutti i benefici che ne seguono, ma anche limitare l’uso di quelle risorse per il cui controllo si incrociano guerre e terrorismo. Una scelta importante per dare più libertà a Occidente e Europa.

Secondo l’Onu, solo nel 2014 si sono avuti 19,3 milioni di sfollati per disastri naturali legati a fenomeni meteorologici estremi. Chi subisce i contraccolpi più terribili ed è costretto a emigrare, sono soprattutto le popolazioni dei Paesi a reddito medio-basso, con minore accesso ai servizi essenziali ed educazione. Lo ha ricordato Papa Francesco, autore del documento più autorevole, visionario e concreto, la Laudato si’: chi impoverisce l’ambiente si rende partecipe di un “inarrestabile processo d’esclusione”.

L’enciclica parla di finanza e sviluppo, di sharing economy e di raccolta differenziata. L’economia a misura d’uomo, che potrebbe rappresentare una risposta, assomiglia all’economia italiana. Nella peggiore crisi economica dal dopoguerra, l’Italia ha mostrato di avere gli anticorpi per rimettere in moto il Paese. Un quarto delle imprese ha investito sull’innovazione ambientale, puntando su qualità, creatività dei talenti, connessioni col territorio.

La conversione green di una parte del sistema produttivo italiano, avvenuta spesso senza la politica, si è mostrata una carta vincente e, infatti, quelle imprese esportano e assumono di più. Quest’anno il 59% dei nuovi posti di lavoro è legato all’ambiente. Tra i tanti settori dove le nostre imprese spiccano per innovazione e qualità, vi è quello dell’energia. Martedì prossimo Symbola ed Enel presentano cento talenti italiani nel campo della produzione di elettricità pulita e sostenibile. Esperienze che possono fare scuola nel mondo.

Vedi anche

Altri articoli