La svolta di Berlusconi/1. “Perché non c’è”

Centrodestra
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L’ex Cavaliere non ha mai distinto fra destra e centro come noi dc

Se Berlusconi lasciasse la destra lepenista e trumpiana al suo destino. Se Berlusconi si dedicasse a scavare un solco tra il centro e la destra nel segno del Ppe. Se Berlusconi organizzasse la rivincita dei “moderati” contro i “populisti”. Se Berlusconi mettesse al bando dalle sue parti una volta per tutte gli scalmanati, i barricaderi, gli estremisti. Se Berlusconi inventasse altri Marchini da mettere in campo e altre Meloni e altri Salvini da allontanare dal suo campo. Se, se, se.

I giornali d’oggi danno un grande valore a tutti questi “se”. Forse per rompere l’accerchiamento delle cose che si ripetono con troppa monotonia, la nostra collettiva ricerca di novità ci porta a vederne anche dove forse non ne esistono.

Staremo a vedere. Io credo che il centro sia una cosa e la destra tutta un’altra. Ma Berlusconi ha sempre creduto, e soprattutto praticato, l’opposta dottrina. Per i democristiani quel confine è una cosa seria. Ma per il suo pallottoliere (copyright Martinazzoli) è solo un fastidio.

Se ora avesse cambiato schema, la novità non sarebbe di poco conto. Ma quel “se” mi pare un dubbio grande come una casa.

La matrigna concede a Cenerentola di poter andare al gran ballo “se” avrà lavato ogni cosa, “se” avrà rigovernato casa, “se” tutto sarà lindo e pinto. Le figlie Anastasia e Genoveffa ammiccano compiaciute: “Ha detto se…”. Come dire, al gran ballo non mai farà in tempo ad arrivare.

Ora, Berlusconi non sarà la matrigna.

Ma neppure, temo, la Cenerentola messa in scena da Walt Disney.

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