La sterile polemica di Muccino su Pasolini

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Il linguaggio cinemtografico di Pasolini e l’opinione da controcanto di Muccino

Non sono in linea con il giudizio critico fornito da Gabriele Muccino nei confronti di Pasolini. Il linguaggio cinematografico pasoliniano non è certamente sgrammaticato ma rappresenta un modo innovativo e strettamente personale di raccontare la realtà.

Fa specie che un regista non riesca a cogliere e ad accettare un aspetto così ovvio. La realtà, a mio modo di vedere, è che Muccino a 40 anni dalla morte di Pasolini ha voluto “cantare fuori dal coro” ergendosi ad unico critico del linguaggio cinematografico del regista friulano.

Pasolini ha raccontato  le periferie, i ragazzi di vita, l’imbarbarimento culturale degli italiani, l’ignoranza cinica della borghesia adottando un linguaggio filmico nettamente differente da quello di Rossellini, De Sica e Fellini ma altrettanto potente e sconvolgente. Una forma alternativa che sicuramente ha arricchito il cinema italiano e mondiale. In conclusione la critica mossa da Muccino va rispettata in quanto opinione anche se appare sterile: essa infatti non è costruttiva ma nasce da puro egocentrismo.

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