La spy story su Renzi del Fatto, perfetta sotto l’ombrellone

Il Fattone
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Un piano contro Renzi. O pro Renzi. E ci sono D’Alema, il Mossad, Carrai….

Quando arriva l’estate e siamo tutti un po’ più rilassati, che c’è di meglio di una bollente spy story internazionale da leggere sotto l’ombrellone? Se poi di mezzo c’è Matteo Renzi, l’attenzione raddoppia: e se c’è pure il mitico Mossad, lo spettacolo è imperdibile.

E’ la seconda volta che il Fatto torna su un’inchiesta della Procura di Siracusa, ereditata dalla Procura di Trani – non chiedetevi quale sia la competenza territoriale dei due uffici, altrimenti vi accusano di depistaggio – al cui centro ci sarebbe un fantomatico dossier contro il presidente del Consiglio, accusato di “essere stato finanziato dal Mossad”, e preparato allo scopo di “far saltare l’ad dell’Eni, Claudio Descalzi”, oppure (il Fatto riporta indifferentemente entrambe le ipotesi) per “proteggere Enrico Letta dall’ascesa di Renzi”. Vero, falso?

“Il complotto c’è stato”, titola sicuro il Fatto: però non è chiaro se “pro o contro Renzi”. Che significa? Che forse il complotto non c’è stato.

Leggiamo: “Se questo complotto contro Renzi non risultasse provato, la gravità sussisterebbe per il motivo opposto: nessuno può escludere che, tra gli obiettivi, vi sia quello di disinnescare uno scenario sfavorevole per il premier”.

Tutto chiaro? Chiarissimo: una Procura indaga su un presunto complotto contro Renzi, ma il Fatto, che ne sa una più del diavolo e non si fa certo imbrogliare dalle apparenze, avanza l’ipotesi che il dossier che proverebbe i finanziamenti del Mossad sia stato in realtà preparato proprio da Renzi, o da qualche suo amico, per “screditare accuse vere”.

A rendere “verosimile” questa seconda ipotesi, secondo il Fatto, c’è nientepopodimenoché Massimo D’Alema: lo scorso marzo comparve infatti sul Corriere un’indiscrezione “mai smentita” secondo la quale D’Alema avrebbe detto che “Renzi è un uomo del Mossad”. E se lo dice D’Alema…

Ma non è tutto: tra i soci di Marco Carrai – e che spy story sarebbe senza Carrai? – “c’è Reuven Ullmansky, veterano dell’Unità 8200 dell’esercito israeliano, dedita da sempre alla guerra cibernetica”. Perbacco!

Oggi siamo generosi, e vogliamo aiutare gli investigatori del Fatto. Il Fattone ha infatti scoperto che quell’impunito di Renzi è addirittura andato in Israele, nel luglio dell’anno scorso, dove ha avuto la sfacciataggine di incontrare il primo ministro Netanyahu; il quale ha ricambiato la visita il mese successivo: e, particolare scottante, è stato a Firenze. Il cerchio si chiude.

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