Sinistra italiana sbaglia, ma il Pd deve spiegare meglio le sue scelte

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Italian Prime Minister Matteo Renzi speaks during a press conference with his Maltese counterpart Joseph Muscat (unseen) at Palazzo Medici Riccardi in Florence, Italy, 03 September 2015.
ANSA/ MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Alcune decisioni sono difficili da comprendere per elettori e militanti. Serve più apertura per non dare alibi a minoranza interna e fuoriusciti

L’esodo di quei nostri compagni verso Sinistra italiana è un fatto doloroso, ma affatto nuovo. Non mi sorprende, dato che è un meccanismo che ciclicamente si ripete.

La sinistra ha le sue debolezze e quando si chiude rivela tutta la sua incapacità di essere “politica” scegliendo un percorso ideologico ma fondamentalista, che la relega con gli altri fondamentalismi.

Ma ci sono state e tuttora ci sono dei passaggi nelle decisioni politiche, che essendo strategici risultano ai militanti e agli elettori poco chiari da comprendere, per consentire loro di sostenerli con convinzione, e ci sono alcune scelte, frutto di mediazioni con le altre forze di governo, che sono altrettanto difficili da capire, se non è chiaro quale sia il punto di caduta.

Ad esempio, sulla tassa per la casa, che la minoranza del Pd chiede di rimodulare, come sull’alzamento del tetto per il contante, io consiglierei di tenere un atteggiamento di massima apertura e ascolto. Non solo perché anche le ragioni di chi dissente sono convincenti e trovano consenso, ma perché in questo modo si può rispondere ai fuoriusciti, che lamentano la mancanza di dialogo a sinistra.

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