La sinistra che si sente superiore è staccata dalla realtà

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La silhouette del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento all'assemblea nazionale del Partito Democratico a Roma, 14 dicembre 2014.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Costruire una politica basata sempre contro un “nemico” non funziona. A volte vanno accettati compromessi temporanei

Il punto dissonante con tutto quello che di condivisibile c’è nell’opinione di Francesca Cicero pubblicata su Unità.tv, sta nelle ultime righe: “Siamo diversi”, “Noi non li vogliamo, per noi saranno sempre avversari politici”, ” torniamo a pensare che vincere a tutti i costi non conta”.

Vedi cara Francesca Cicero, ciò che identifichi come identità distinguibile dagli “altri”, è stato il grosso errore della sinistra storica. Pensarsi migliori, ergersi sempre migliori degli altri, arrogarsi la facoltà di giudici condannando chiunque non la pensi o si comporti come noi, ritenendosi portatori di una unica verità e di giustizia. Purtroppo la realtà sociale è molto più complessa, nella gente c’è la parte buona e quella meno brillante e più opportunista. Dividere il “noi” dal “voi” non ha retto con la realtà. Costruire una politica basata sempre contro un “nemico” e non un avversario, non ha pagato perché non attinente alla realtà, che alla fine presenta sempre il conto. In questo è stato innovativo l’atteggiamento politico di Renzi.

Per quanto riguarda l’importanza dei numeri per governare, capisco la tua perplessità, ma ci sono circostanze in cui alcuni compromessi vanno accettati, almeno temporaneamente, soprattutto quando le forze che dovrebbero sostenerti si fanno latitanti. Tu dici che ci siete… a me è sembrato che una certa parte del Pd abbia remato fortemente contro, non lasciando molte scelte. I numeri purtroppo in politica servono, se vuoi portare avanti un tuo progetto.

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