La sfida è tra “Sì” e “Mai”

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L’Italia ha bisogno di stabilità e governabilità. L’efficienza delle Istituzioni deve migliorare al fine di recuperare fiducia nei confronti dei cittadini

Liberi di scegliere se cambiare tutto o lasciare tutto com’è. Ogni giorno incontro amici grillini o di centrodestra che voteranno Sì al Referendum. D’altronde la riforma costituzionale non è di destra o di sinistra, ma è una scelta di buon senso. La decisione non è di proprietà dei partiti, tanto meno delle correnti. La scelta appartiene a ciascun cittadino che occorre incontrare in questi ultimi giorni di campagna elettorale, uno per uno, al fine di far capire l’importanza di decidere sul merito del quesito. Non si vota sul Governo, tanto meno per il segretario del Pd: per esprimere un giudizio sui partiti ci saranno le elezioni politiche e per il segretario del Pd ci sarà il congresso. Punto.

Si vota per superare finalmente l’inutile doppione solo italiano del bicameralismo paritario. Si vota per ridurre il numero dei parlamentari, lo stipendio dei consiglieri regionali, per abolire il Cnel, per introdurre referendum propositivi, abbassare il quorum per quelli abrogativi, obbligare il parlamento a discutere le iniziative di legge popolari. E’ un’occasione da non perdere per cambiare il sistema. L’Italia ha bisogno di stabilità e governabilità. L’efficienza delle Istituzioni deve migliorare al fine di recuperare fiducia nei confronti dei cittadini. La sfida non è tra Sì e No, ma tra si e mai; perché coloro i quali ieri non sono riusciti nella revisione della seconda parte della Costituzione, nonostante trent’anni di promesse, non saranno capaci nemmeno domani. Le forze che sostengono il No, per interessi di partito, sono unite dalla strumentalità politica del momento per indebolire il governo e riportare le lancette del Paese all’instabilità, ma sono divise sul da farsi. Con un giudizio positivo sulla riforma costituzionale a vincere non sarà il Pd, tanto meno il Premier, ma saranno gli italiani. Quel desiderio di un’Italia nuova, più semplice e più efficiente, con tempi certi per le leggi. Una democrazia che oltre a rappresentare e discutere è capace di decidere è una delle condizioni necessarie per migliorare la qualità di vita di tutti.

In questi giorni tante persone, giovani e meno, che vogliono essere protagonisti del cambiamento sono impegnati nel casa per casa nelle città, nei comuni e nelle periferie. E’ questo che serve per vincere il referendum: parlare con gli amici al bar, con i famigliari dentro casa, con le persone nei luoghi di studio e di lavoro. Matteo Renzi è in giro per l’Italia, ce l’ha sta mettendo tutta. Dobbiamo essere consapevoli, però, che la differenza questa volta non la farà il Presidente del Consiglio, ma ciascuno di noi. Ritrovando il piacere di salire le scale e di parlare con più persone possibili, ascoltandole, guardandole negli occhi con l’entusiasmo e il coraggio di chi ha voglia di fare. Comunque andrà sarà un bellissimo viaggio all’insegna dell’umanità, tracce indelebili di bella politica al servizio dei cittadini. In questo viaggio, come ogni viaggio, c’è un qualcosa che si lascia e qualcosa che si porta con sé. L’auspicio è che prima di partire ognuno si lasci alle spalle la rassegnazione di vivere in un Paese in cui le cose non cambiano mai, per mettere in valigia la speranza di costruire, mattone dopo mattone, un’Italia dove tutto è finalmente possibile.

(Foto: Pesaro, giovani volontari per il Sì)

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