La sfida della Merkel alla destra populista (tedesca ed europea)

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epa05084128 ATTENTION EDITORS: EMBARGO DECEMBER 31, 2015, 00:00: FREE FOR NEWSPAPERS' EDITIONS FROM DECEMBER 31, 2015 AND FOR ONLINE USE FROM DECEMBER 31, 2015, 00:00 - (RECROP) German Chancellor Angela Merkel poses after recording her New Year's speech in the Federal Chancellery in Berlin, Germany, 30 December 2015.  EPA/HANNIBAL HANSCHKE / POOL

La Cancelliera sente su di sé il peso della storia e così come è entrata, piano piano, nel cuore dei tedeschi ora vuole entrare nel cuore degli europei

“Il flusso record di migranti che ha condotto in Germania un milione di richiedenti asilo rappresenta un’opportunità per il domani”. Angela Merkel prende parola nell’ultima sera dell’anno per il suo messaggio ai cittadini tedeschi dalla sede della Cancelleria federale. Dietro di lei il Bundestag di Berlino. Nelle sue parole un solo, grande obiettivo: convincere i suoi concittadini che la politica di accoglienza messa in atto dalla Germania nei confronti dei profughi è la cosa giusta.

E lo fa non tanto puntando sul tasto dell’umanità e della solidarietà (temi in cui i tedeschi, in questi mesi, hanno dimostrato di essere ampiamente all’avanguardia rispetto ad altri popoli europei) ma soprattutto su quello dell’opportunità. “Gli sforzi di apertura ai migranti saranno premiati poiché le nazioni hanno sempre tratto beneficio da una politica di accoglienza degli immigrati condotta con successo, sia sul piano economico sia su quello sociale”.

Tutto questo sarà possibile, e qui arriva la sferzata alla destra populista di Alternative für Deutschland, “se il paese manterrà coesione e i tedeschi rifiuteranno di farsi di dividere da coloro che nutrono l’odio nei propri cuori“. Una bella differenza rispetto al sedicente centrodestra di casa nostra che invece corre dietro agli slogan intrisi di intolleranza e demagogia del Salvini di turno. E’ per questo che la sfida della Merkel è rivolta non solo alla Germania ma all’Europa intera.

In Italia un centrodestra moderato non esiste più. In Francia è obbligato a spostarsi sempre più verso le istanze del Front National. In tutti i Paesi dell’Est serpeggia sempre più massiccio lo spettro della xenofobia. La Merkel sente su di sé il peso della storia: il futuro dell’Europa dipende anche da questo passaggio. E nessuno come la Cancelliera ha dimostrato nella sua carriera politica di saper capire e sfruttare i momenti di crisi. E’ successo con la crisi del suo partito, con la crisi del governo tedesco, con la crisi dell’euro. E così come è entrata, piano piano, nel cuore dei tedeschi, ora vuole entrare nel cuore degli europei.

 

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