La rivincita di Parma inizia dal calcio

Sport
I giocatori del Parma salutano la curva a fine partita Parma-Hellas Verona allo stadio Ennio Tardini di Parma, 24 maggio 2015. ANSA/SERENA CAMPANINI

Il responsabile Sport del Pd racconta l’inizio del tour che sta compiendo nel Paese

PARMA – Scendo dal treno regionale e come un cazzotto l’aria calda della pianura mi colpisce sottraendomi una buona metà delle forze. Per quanto mi accolga giustamente assonnata in un afoso venerdì pomeriggio di fine estate, Parma mi appare bellissima ed orgogliosa. Parte da qui, oggi, il nostro viaggio: il tour del Pd Sport nelle città del nostro Paese.

Un giro per ascoltare, raccontare, supportare e costruire, insieme con dirigenti ed amministratori, le politiche sportive necessarie allo sviluppo, all’integrazione, alla salute di tutti coloro che vivono in Italia. E se il calcio è una metafora della vita, e dello spirito che ci vuole per affrontare le difficoltà che questa ti presenta, nessun esempio può essere migliore di quanto avvenuto a Parma.

La squadra di una città che, passando in meno di 365 giorni dall’Europa League al fallimento, attraverso cinque diverse proprietà e circa 200 milioni di debiti, riesce a rialzarsi subito grazie all’impegno di un gruppo di imprenditori del territorio capitanati da Marco Ferrari, di tifosi sovventori e di un orgoglio che ha fatto sottoscrivere 10mila abbonamenti in meno di un mese per una squadra di serie D.

“Quella ricca città di provincia che aspirava ad essere una petite Capitale”, come scritto pochi mesi in un perfetto articolo di Di Vico, “e che a causa dell’insipienza delle sue classi dirigenti si è ritrovata nel giro di un lustro, in bolletta” si sta rialzando nonostante una amministrazione precaria e grazie ad una mobilitazione civile e politica che vede nel nostro partito un punto fermo da cui ripartire.

Lo sport può rappresentare un meraviglioso veicolo per comunicare la voglia di rivincita che c’è e che dal calcio deve coinvolgere quegli altri sport che in passato hanno portato questa città sul tetto del mondo – come nel caso della Maxicono di Pallavolo di cui proprio a maggio si sono ricordati i successi di venticinque anni fa – e di cui adesso pare ci siamo dimenticati.

Far rinascere l’orgoglio di essere parte di una città e di una comunità che ha in sé le risorse, le intelligenze e i valori per superare i momenti di crisi, per rilanciarsi e guardare avanti: fare sistema permettendo allo sport di essere vetrina per le grandi eccellenze del territorio, come quella produzione alimentare di altissimo livello che è un asset imprescindibile per la città e per il Paese specie nell’anno di Expo.

Partiamo da qui, ripartiamo dallo spirito di Parma, dalla sua voglia di rialzarsi. E venerdì ci vediamo tutti a Reggio Calabria per la partita della Legalità.

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