La riforma costituzionale torna alla Leopolda

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Partecipanti alla Leopolda, Firenze, 11 dicembre 2015.
ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

La kermesse renziana si ritroverà a Firenze dal 4 al 6 novembre per quella che è stata già ribattezzata “la Leopolda per il Sì”.

La riforma costituzionale torna là da dove era partita: la stazione Leopolda.  La prima  volta che si parla ‘ufficialmente’ di riforma costituzionale è durante la seconda edizione della kermesse renziana, nell’ottobre 2011.

Titolo scelto “Bing Bang“,  con un Matteo Renzi sindaco di Firenze che dal palco prometteva: “Basta con i predicozzi di chi ha fallito, di chi ha ridotto la storia a gossip, basta con chi preferisce partecipare piuttosto che vincere e basta con chi, quando per caso vince, impallina gli alleati”.

La Leopolda 2 era incentrata su “Le 100 cose per cambiare il Paese“, 100 proposte suddivise in aree tematiche: riforme, economia, sanità, ricerca, giustizia, ambiente, scuola, famiglia. Proposte che sono state pubblicate e condivise in rete per essere discusse e rielaborate, una sorta di “WikiPd”.

La prima parte del documento era dedicata a: “Riformare la politica e le istituzioni”, si parte dal ” Basta con il bicameralismo dei doppioni inutili” e scorrendo si arriva alla proposte sull’abolizione dei vitalizi, al taglio delle poltrone nei consigli di amministrazione, all’abolizione del Cnel.

Riforma della Costituzione, e della legge elettorale, sono diventati il mantra delle edizioni successive della manifestazione renziana, oggetto di interventi illustri dal palco, come quello del politologo Roberto D’Alimonte, che nel 2013 parlava di abolizione del Senato, e dei tavoli tematici, novità approdata nella vecchia stazione fiorentina dalla quarta edizione.

Nel 2014,  Leopolda 5, il tavolo dedicato alla riforma costituzionale, con la  ministra Boschi e il deputato dem Emanuele Fiano, è stato il più seguito e affollato. E proprio la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, intervenendo l’anno scorso dal palco della Leopolda 6, ricordava: “L’anno prossimo ci aspetta una bella campagna per il referendum e tutti noi saremo mobilitati nei comitati per il Sì, per cercare di convincere più persone a scegliere insieme a noi queste riforme, nate alla Leopolda. Perché alcune idee e proposte nate negli anni scorsi oggi sono a un passo dalla realizzazione prima del grande appuntamento del referendum”.

Stesso palco, stessa edizione, chiusa dal premier Renzi con l’invito a fare “Mille Leopolde“. “Il prossimo anno, a ottobre, andremo al referendum, dobbiamo andare in tutti i posti d’Italia a raccontare quello che stiamo facendo, schiodare le persone dall’indifferenza e io da solo non posso farlo. Mettete l’allegria di questi giorni e portatela con voi nei vostri comuni. Prendiamoci l’impegno di organizzare mille luoghi d’incontro in cui andiamo a raccontare perché stiamo facendo ripartire l’Italia”.

Le mille Leopolde non ci sono state, il referendum sarà a dicembre e non ad ottobre, ma Matteo Renzi e i suoi, stanno girando l’Italia, per promuovere la riforma costituzionale, e la Leopolda 7 è stata già ribattezzata “la Leopolda per il Sì”.

Dal 4 al 6 novembre il popolo dei rottamatori si ritroverà a Firenze per lanciare la volata finale al Sì, ancora non si conoscono i dettagli della tre giorni, ma di sicuro ci sarà anche uno scontro a distanza Renzi-Bersani, che da sempre ha caratterizzato la kermesse, fin dal 2010, quando l’allora segretario del Partito Democratico, chiamò a Roma, nello stesso weekend, i segretari dei circoli Pd.

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