La replica della giunta di Ragusa a un video

M5S
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Riceviamo e pubblichiamo la richiesta del capo ufficio stampa del comune ibleo

In riferimento al servizio giornalistico della vostra testata di Daniele Cinà titolato “Viaggio nell’Italia a 5 Stelle: La serie. Gela e Ragusa”, si chiede, ai sensi dell’art. 8 (rettifiche) della legge sulla stampa n.47/1948, la pubblicazione della seguente dichiarazione dell’Amministrazione Comunale:

“E’ francamente incomprensibile la ratio che guida le accuse gratuite da voi mosse nei confronti della Giunta del M5S di Ragusa, specie poiché queste, oltre a risultare evidentemente pretestuose, nell’ottica di un non meglio specificato attacco alle Amministrazioni 5 Stelle, sono facilmente smentite dai fatti.

Ci corre l’obbligo di ribadire, come già fatto con nota scritta alla vostra testata per contestare un vostro precedente servizio giornalistico, che è completamente falsa e fuorviante la notizia secondo la quale ci siamo aumentati i compensi.

Ancora una volta, anche alla luce del fatto che nel caso precedente, non ci risulta abbiate provveduto alla rettifica secondo quanto previsto dalle normative vigenti in materia di legge sulla stampa, specifichiamo che gli uffici comunali, nell’aprile 2015, hanno dimenticato di calcolare un adeguamento Istat risalente ad un decreto regionale del 2008. Non appena si sono accorti dell’errore hanno ricalcolato tale adeguamento a decorrere dal 2013. Nessuna decisione quindi di “aumentarsi le indennità” da parte della Giunta, ma semplice adeguamento previsto da un decreto regionale e causato da un normale errore tecnico.

Ci corre l’obbligo di ricordare poi, per quanto concerne la Tasi, che la stessa è stata introdotta proprio dal Pd a livello nazionale, e che nel 2014 non è stata pagata a Ragusa per precisa scelta di questa Amministrazione Comunale. Siamo stati costretti poi ad introdurla nel 2015 proprio per sopperire ai mancati trasferimenti dei governi regionale e nazionale, che si sono limitati a trasformare i comuni in esattori dei cittadini per garantire i servizi.

Strumentale inoltre lo pseudo scandalo giornalistico che avrebbe coinvolto l’ex assessore Stefania Campo. La Campo si è dimessa per coerenza politica, propria degli appartenenti al Movimento 5 Stelle, nelle more che si verificasse, come di fatto è poi avvenuto in commissione consiliare trasparenza, l’estraneità ai fatti contestati.

Estrema confusione si fa anche in riferimento alle spese per consulenti ed esperti, ragion per cui è quindi bene, anche in questo caso, fare chiarezza. I consulenti dell’amministrazione comunale sono stati 3 per il settore economico, 2 per settori tecnici, uno per il settore culturale. Tutti per pochi mesi ciascuno e, nel primo caso, per assenza del dirigente del Settore Ragioneria, posto oggi coperto così come quello del Settore edilizia privata,  Servizi Sociali ed Energia ed Ambiente, le cui figure apicali  mancavano in alcuni casi fin dal nostro insediamento. A questo si aggiungono due figure professionali ex. art. 90 del Tuel, riguardanti lo staff del gabinetto, con una spesa nettamente inferiore a quella delle precedenti amministrazioni.

Per quanto concerne infine la questione delle Royalties si fa presente che proprio l’impiego di tali risorse per la realizzazione di opere pubbliche, come è facilmente riscontrabile anche dai dati elaborati dall’Ance Regionale sugli investimenti in Sicilia, che vedono Ragusa al quarto posto nell’Isola per somme investite in appalti pubblici, ha sopperito agli impietosi tagli operati dal Governo Renzi e dal Governo Crocetta. I quali, invece di programmare il futuro a partire dagli Enti Locali, hanno pensato bene di scaricare proprio sulle spalle dei Comuni i costi per garantire uno sviluppo adeguato alle aspettative delle comunità locali, come quella ragusana”.

dott. Giuseppe Blundo

Capo ufficio stampa del comune di Ragusa

 

Il video realizzato da Cinà non è un servizio giornalistico, né l’autore fa parte della redazione di Unità.tv, che si è limitata a ripubblicare un prodotto già presente sui social. Prendiamo atto delle vostre precisazioni, che rappresentano in grandissima parte opinioni politiche e non confutano i fatti contestati. Precisiamo inoltre che, come si può verificare dal link che abbiamo inserito nel testo, la precedente replica da voi inviata è stata regolarmente pubblicata a suo tempo. 

La redazione di Unità.tv

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