La Regione Lombardia ancora contro “il gender”

Diritti
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L’ente guidato dal maggior alleato di Parisi: sportello «in difesa della famiglia»

La Regione Lombardia torna «sul luogo del delitto», poi davanti alle reazioni prova a fare marcia indietro. Visti i precedenti dell’ente giudato da Roberto Maroni in fatto di attacco ai diriti civili – la scritta “Family Day” voluta dal governatore sulla facciata del Pirellone aveva fatto il giro del web e quindi del mondo – , l’apertura annunciata dall’assessore azzurro Giulio Gallera di un call center per raccogliere denunce su presunti indottrinamenti della teoria del gender nelle scuole solleva perplessità e contrarietà decise.

Come quella del capogruppo dem in Regione, Enrico Brambilla: “La Regione Lombardia, purtroppo, si ispira sempre più alla teocrazia degli ayatollah che alle moderne regioni occidentali”.

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