La Raggi e il biocentrismo

M5S
Virginia Raggi,

“L’antropocentrismo specista che ostacola il biocentrismo” secondo il programma presentato in Campidoglio merita una menzione

Se proprio devo assegnare la mia personale palma alla migliore cosa detta dalla Raggi in un vasto compendio di stralunate dichiarazioni «l’antropocentrismo specista che ostacola il biocentrismo» secondo il programma presentato in Campidoglio merita una menzione particolare.

Ci ho meditato sopra tutte le vacanze, anche perché, avendole trascorse in campagna, ho dovuto farmi autore di uno sterminio di massa di una colonia di formiche carpenterie che si mangiano il tetto di casa, dell’assassinio di un paio di vipere che puntavano le mie caviglie, dell’affumicamento di un nido di vespe desiderose di sangue umano. Ai cinghiali ci pensa per fortuna la maremmana, nel senso del cane, che li tiene lontani con gesti suppongo affettuosi.

Ho però rischiato, a mia scusante, un incidente d’auto per evitare lo scontro notturno con un capriolo sbucato come un razzo dal bosco, senza guardare né a destra né a sinistra. Imprudente, ma di giovane età.

Ho provato prima a trasmettere telepaticamente a queste amabili bestioline la mia simpatia intraspecie e le difficoltà in cui mi avevano cacciato, ma ho l’assoluta sicurezza di non essere stato ricambiato. Né dal punto di vista telepatico, né da quello della simpatia.

Poi, rientrato a Roma, ho incrociato un enorme gabbiano che si aggirava con in bocca un piccione agonizzante e un gatto dei Fori con le unghie piantate nella testa di un ratto da strada.

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