La Raggi decide a Roma?

ControVerso
Il sindaco di Roma Virginia Raggi al giuramento durante la prima riunione della nuova Assemblea Capitolina in Campidoglio, Roma, 07 luglio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Per il Pd non è l’ora delle ripicche, ma il momento di lavorare a testa bassa per la città

Sono stato facile profeta nello scrivere su questo giornale un mese fa che la vita della Sindaca Raggi, se avesse vinto e ha vinto, sarebbe stata assai difficile. Esattamente per il motivo per cui lo è poi effettivamente diventata. La sua mancanza di possibilità di decidere autonomamente e il doversi invece sottoporre ai controlli congiunti dei vari comitati strategici, meet up, Grillo, Casaleggio e compagnia. Come ugualmente Le si sarebbe ritorto contro quella dichiarazione di assoluta purezza che, superati i 5 anni nessun comune mortale può vantare come una virtù completamente intatta. E infatti saltano fuori intrecci di vario tipo che falciano uno a uno i possibili collaboratori. La cosa però non mi consola. Non solo perché un Sindaco deve poter governare e, sperabilmente, governare bene. Ma anche perché vedo il Pd farsi inesorabilmente trascinare in questo gioco al piccolo massacro.

La tentazione di rinfacciare è forte ed è difficile sottrarsi e non levarsi qualche soddisfazione. Ma così il Pd corre il rischio di continuare a giocare su un’agenda completamente sbagliata. Quella della ripicca sui difetti altrui. Mentre invece avrebbe bisogno di una cosa completamente diversa. Mettersi al lavorare a testa bassa sulle cose che servono alla città con spirito innovativo e formando una nuova classe dirigente . Anche per tappare le buche e fare in modo che non si riaprano ci vogliono idee, un metodo, delle scelte, un’organizzazione. Per non parlare di come tenere pulita la città, attirare i turisti, rilanciare le attività produttive. Purtroppo in campagna letterale, largamente dominata salve polemiche , di questo si è poco discusso. Ma il Pd nella Capitale non ha bisogno di una impossibile rivincita a breve. Ha bisogno di idee e di gruppi dirigenti. Le due cose vanno insieme, quando si lavora bene. Ma per questo ci vogliono tempo e pazienza.

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