La prima pagina del Fatto è da deferimento all’Ordine. Il solito fango sulla Boschi

Il Fattone
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L’aumento delle commissioni praticato da alcune banche non c’entra niente con il governo

L’inesauribile fantasia di Marco Travaglio ha partorito oggi un titolo di prima pagina che, se il Fatto fosse un giornale vero anziché il simpatico foglio satirico che ben conosciamo, meriterebbe un paio di querele, il deferimento all’Ordine dei giornalisti, un vibrante esposto delle associazioni dei consumatori, l’intervento dell’Abi nonché l’obbligo di scrivere cento volte sulla lavagna: “Anche oggi non mi sono preparato per il compito in classe”.

“Boschi Tax sui conti correnti”, spara il giornaletto di Travaglio: il che, in italiano corrente, dovrebbe significare che Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e dei rapporti col Parlamento, ha imposto – s’immagina inserendola nella legge di bilancio che sta per essere licenziata dal governo – una tassa speciale sui conti correnti di tutti gli italiani per finanziare se stessa.

Accipicchia!

La storia, naturalmente, è un’altra: ed è lo stesso Fatto a raccontarla. Perché nel giornale di Travaglio, come sappiamo, un conto sono i titoli, un altro gli articoli, e un altro ancora la realtà: proprio come in quei settimanali scandalistici che annunciano a caratteri cubitali il divorzio di un vip o l’arrivo degli alieni per conquistare i lettori in edicola, e poi all’interno pubblicano servizi sulle creme di bellezza o sull’ultimo vincitore della lotteria.

Scrive dunque il Fatto che “dal 31 dicembre il Banco Popolare addebiterà ai suoi vecchi correntisti 25 euro da pagare sotto la voce: ‘Parziale recupero dei contributi versati al neocostituendo Fondo nazionale di risoluzione’. Quello gestito da Bankitalia, che controlla i 4 istituti [salvati a novembre dal governo]”. Fra i quali, com’è noto, c’è anche Banca Etruria, di cui, com’è noto, il padre della ministra Boschi è stato per pochi mesi vicepresidente, senza deleghe operative.

Dunque, ricapitoliamo: alcune delle banche chiamate a finanziare il salvataggio di Banca Marche, CariChieti, Banca Etruria e Carife hanno deciso di alzare i costi dei depositi, a spese dei correntisti, per riprendersi parte del denaro. Giustamente le associazioni dei consumatori protestano.

Ma il governo non c’entra nulla, né tantomeno la ministra Boschi.

Travaglio può continuare all’infinito a infangare il nome della ministra, se questo gli torna utile per calmare le sue ossessioni: stia attento però, perché di questo passo, a forza di tirarla in ballo a sproposito, ne farà una santa.

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