La politica trovi un nuovo modo di agire, più vicino ai profondi mutamenti della società

Politica
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Tra la demagogia televisiva e telematica e la decadenza dei vecchi modi di fare politica ci deve pur essere un’altra via, un’altra possibilità

Parto dal personale. Ho 66 anni, sono stato iscritto al PCI per venti anni e poi al PDS e ai Ds. Sono stato un sostenitore del partito democratico ma non vi ho aderito. Nella fase di preparazione ho visto due aspetti che non mi convincevano e non mi convincono ancora. Una grande labilità di contenuti e l’emergere prepotente sin dall’inizio di un carrierismo prepotente. Ho poi partecipato come ospite e simpatizzante a qualche riunione del PD ma l’esito è stato poco stimolante. Da un lato iscritti e militanti che riproducevano vecchi riti, dall’altro gruppi dirigenti distratti, molto orientati alle decisioni e poco all’ascolto.

Credo che, anche in forza dei mutamenti profondi del vivere sociale, si sia aperto un solco profondo tra forma partito tradizionale e la formazione del consenso e della volontà politica. E credo che anche che la strada seguita dai cinque stelle non sia la soluzione. Lì si è creata una rete effettiva di comunicazione sociale, ma una rete in cui la comunicazione procede top down, secondo regole e procedure del tutto oscure, come oscura è la gestione del movimento. Il fatto è che in questa area di sinistra contemporanea non c’è stata una riflessione profonda e articolata sui modi di essere della politica, su come essa possa avere un ruolo in una società dominata dall’economia. Tra la demagogia televisiva e telematica e la decadenza dei vecchi modi di fare politica, modi appartenenti a un secolo fa, ci deve pur essere un’altra via, un’altra possibilità.

Si dice spesso che va colmato il distacco tra sentire comune, tra i problemi che le persone manifestano nella vita comune e la sintesi politica. Non penso che la vecchia sezione possa colmare questo distacco. Né può bastare un freddo canale telematico, con le sue invettive, con la rabbia delle frustrazioni individuali. Si potrebbero invece sperimentare occasioni di incontro, momenti di aggregazione su singoli punti di interesse comune; si potrebbero attivare campagne di raccolta di opinioni mirate, di piccoli referendum di quartiere; si potrebbero mettere insieme vari strumenti d’azione politica, mutandone la  gestione: dalla routine burocratica al confronto e alla sintesi. Soprattutto dovrebbero essere coinvolti insieme diversi strati della popolazione con il fine di rompere l’attuale compartimentazione sociale: vecchi, giovani, ecc. Tutti insieme verso una integrazione generale. Sono solo accenni di proposte, spunti destinati a una riflessione che voglia costruire una nuova azione politica.

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