La politica deve avere il coraggio di decidere

Politica
Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, all'incontro con le istituzioni locali e le realtà territoriali presso la Regione Emilia-Romagna a 50 giorni dall'apertura di Expo 2015. Bologna 12 marzo 2015. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

L’etica pubblica non è soltanto riconducibile alla necessaria onestà, pre-condizione dell’impegno pubblico, politico ed istituzionale, ma anche mantenere ciò che si promette agli elettori

Penso che la politica, in questo Paese, abbia perduto molta credibilità innanzitutto per scandali, corruzione e malaffare, ma anche (forse soprattutto) perché ci mette mediamente anni a decidere e, poi, altro troppo tempo a realizzare ciò che si era deciso.

D’altra parte, l’etica pubblica non è soltanto riconducibile alla necessaria onestà, che dovrebbe perfino essere pre-condizione dell’impegno pubblico, politico ed istituzionale, ma anche mantenere ciò che si promette agli elettori.

Per questo ho utilizzato la parola velocità come paradigma delle scelte che con la nuova Amministrazione, già in questi primi sei mesi di lavoro, stiamo compiendo.

Il tempo non sempre è amico del bene, ma la crisi economica che ha attraversato l’Europa, l’Italia, e anche la mia Regione, dalla quale peraltro finalmente stiamo uscendo, ha bisogno di scelte rapide ed efficaci al tempo stesso.

Non a caso, in pochi mesi, abbiamo costruito e firmato,assieme a tutte le parti sociali (sindacati, associazioni imprenditoriali, banche, terzo settore, Università’ e amministratori locali), un Patto per il lavoro che punta in cinque anni a dimezzare la disoccupazione e creare 120 mila posti di lavoro, con un impegno di 15 miliardi di euro di investimenti (fondi europei, trasferimenti dallo Stato, fondi regionali e investimenti privati). Questa è la dimostrazione che si può fare in fretta e fare assieme.

So perfettamente che anche in una terra come questa dobbiamo recuperare fiducia, alla luce della drammatica astensione alle elezioni dello scorso novembre (peraltro vedo molti commentatori, con estrema superficialità, dimenticare di richiamare in quale contesto si votò: senza traino del voto locale o nazionale, ma soprattutto con elezioni anticipate per le dimissioni dell’allora Presidente Errani e l’inchiesta riguardante tutti i gruppi consigliari, compresi i grillini).

Proprio per ricomporre la frattura tra eletti ed elettori, tra istituzioni e cittadini, avevo promesso che avremmo approvato velocemente una legge di tagli sui cosiddetti costi della politica.

Non sono sciocco, so perfettamente che saremo innanzitutto apprezzati se contribuiremo a riportare in Emilia-Romagna piena e buona occupazione, garantendo un sistema di welfare per il quale anche l’ultimo della fila possa sempre tagliare il traguardo.

Ma in soli 43 giorni, dall’insediamento della Giunta lo scorso gennaio, essere riusciti a produrre un taglio di 15 milioni di euro al bilancio regionale, azzerando i fondi ai gruppi consigliari, portando le indennità dei consiglieri al pari di quella del Sindaco della città capoluogo, azzerando il cosiddetto tfr (una mensilità ogni anno per cinque anni) a presidente, giunta e consiglieri, dopo aver già cancellato i nostri vitalizi, oltre ad un taglio netto anche alla macchina burocratica, considero sia stata una scelta buona e giusta.

Buona perché dimostra che manteniamo le promesse, giusta perché chi incontro la mattina voglio sappia che non abbiamo privilegi e che abbiamo portato le indennità ad una dimensione più ragionevole. Non vi è nulla di eroico in ciò che abbiamo fatto e in ciò che continueremo a fare, anche per rendere realtà proposte e leggi che, come i provvedimenti sulla sobrietà che abbiamo assunto, sono proprie del governo Renzi. Ma sapevamo di doverlo fare per ridare credibilità all’agire politico e per essere credibili nel nostro sforzo di cambiare del Paese.

La politica non sta al di sopra della coscienza.

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