La polemica più amara: dopo la protesta i funerali si faranno a Amatrice

Terremoto
Una veduta di Amatrice dopo la scossa di terremoto, 24 agosto 2016. ANSA/ LUCA PROPERI

Retromarcia sulla decisione di farli a Rieti. Renzi da ragione ai cittadini del paese terremotato

Amara, triste, durissima la polemica sui funerali delle vittime di Amatrice. Si è deciso di tenerli la cerimonia per le vittime reatine del sisma domani alle 18 all’aeroporto Ciuffelli di Rieti, dove si trovano attualmente anche una parte delle salme, e non più ad Amatrice.

Si tratta di una decisione assunta per motivi di sicurezza e viabilità ma che sta generando parecchio disappunto nella comunità che si è salvata dalla catastrofe. Già il sindaco Sergio Pirozzi e il vescovo Domenico Pompili avevano annunciato ed espresso la volontà che le esequie si celebrassero nella cittadina.

E adesso c’è la protesta da parte di alcuni abitanti di Amatrice. Da ore va avanti la protesta di decine di persone: “Noi a Rieti non ci veniamo, ridateci i nostri morti”, è il grido di protesta nella tendopoli allestita al campo del borgo più colpito dal terremoto. Un altro cittadino, quasi piangendo, ai microfoni di SkyTg24: “Ho perso un figlio di sette anni, era sotto le macerie: io voglio i suoi funerali qua, non a Rieti”. C’è molta disperazione per questa scelta. Una disperazione che va ad aggiungersi a quella per la perdita dei propri cari.

Alla fine è intervenuto Matteo Renzi: “I funerali delle vittime del terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!”.

Ai funerali sono annunciati il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo stesso il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

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