La petizione dell’Anpi contro i progetti politici apertamente nazifascisti

Anpi
affile rodoflo graziani

Per sconfiggere la cultura e i progetti politici apertamente nazifascisti è necessaria la mobilitazione della coscienza antifascista e di tutte le organizzazioni democratiche

Un comune del Lazio, Affile, ha osato dedicare, a proprie spese, un monumento-mausoleo al criminale di guerra Rodolfo Graziani, confermando – se ce ne fosse bisogno – il pericolo della crescita e dell’avanzata dell’estrema destra in tutto il paese e in Europa.

Finora l’estrema destra si mascherava sotto etichette politiche diverse, da quella della Lega alla miriade delle sigle dei piccoli e grandi partiti reazionari presenti in parlamento e variamente schierati col governo e con l’opposizione neoliberista. Oggi, con il loro radicalizzarsi, anche l’estrema destra, oggi, ha trovato il suo terreno di coltura per presentarsi, in prima persona, come fascista e per rivendicare il proprio passato. E’ perciò pericoloso sottovalutare come episodio nostalgico, il comportamento dell’amministrazione comunale di Affile.
Non si tratta di nostalgia, ma di una tendenza politica e culturale molto ampia che trova corrispondenza in analoghi movimento europei, dall’Ungheria all’Ucraina, dalla Francia alla Germania, oltre che di una sfida volutamente plateale e provocatoria della costituzione antifascista. Per respingere e condannare l’arroganza spudorata degli amministratori di Affile, basterà, pensiamo, il ricorso alla magistratura e la vittoria in tribunale, ma per sconfiggere la cultura e i progetti politici autoritari, antidemocratici e apertamente nazifascisti  di cui questo episodio è solo un segnale rivelatore è necessaria la mobilitazione della coscienza antifascista e di tutte le organizzazioni democratiche, perché diventa sempre più aggressiva, pericolosa e violenta la  mobilitazione neofascista, nazionalista, xenofoba, razzista, autoritario e fondamentalista. Sono i disvalori contro cui nacquero e si svilupparono a suo tempo l’antifascismo e la resistenza.

Ma antifascismo e resistenza non si proponevano allora solo l’eliminazione del fascismo e del nazismo, con i loro corollari del nazionalismo e del razzismo, non intendevano ripristinare il sistema politico liberal-conservatore nato nel nostro paese dal risorgimento, ma volevano creare un nuovo sistema politico che garantisse la partecipazione delle masse popolari, la difesa dei diritti umani fondamentali e la giustizia sociale. Antifascismo e resistenza avevano la consapevolezza di battersi, quindi, per una società aperta, progressiva e sempre in fieri, che la partecipazione popolare avrebbe continuamente riplasmato e rinnovato, senza attendere che le forze vincitrici della Seconda guerra mondiale  imponessero nuovi assetti politici  dall’esterno .
Questa era e resta la prospettiva dell’antifascismo e della resistenza. valida anche oggi: memoria sì del passato, ma come base per un futuro continuamente da rinnovare, più umano, più giusto, più egualitario e più felice per tutti.
Questo è l’antifascismo ancora attuale, perchè mai concluso e per il quale occorre ancora oggi resistere: è il rifiuto della violenza della dittatura, del razzismo, delle disuguaglianze, delle ingiustizie, del conformismo, delle discriminazioni, dello sfruttamento, del neocolonialismo, del dominio della finanza sull’uomo, della miseria, della mancanza di diritti, della fame, dei muri dell’esclusione, degli egoismi nazionalistici, ma è soprattutto impegno per il presente di libertà e progresso sociale.

Ecco perchè occorre una grande mobilitazione della coscienza e sensibilità antifascista e democratica contro il mausoleo del criminale Graziani, ad Affile, simbolo dei disvalori nazifascisti. Solo assumendo la difesa e la promozione dei diritti umani e sociali, e con la consapevolezza del pericolo che minaccia  la democrazia, la convivenza civile nel nostro paese, in Europa e nel mondo, la reazione oggi in espansione e all’attacco potrà essere battuta.

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