Maratea, la perla del Tirreno ha raccontato Cinema ancora una volta

Cultura
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La costa di Maratea ha accolto la nuova edizione della sua rassegna cinematografica. Un Mezzogiorno positivo esiste, ed è sicuramente molto determinato ad andare avanti

Con i suoi fasti e la sua bellezza, la costa di Maratea ha accolto la nuova edizione della sua rassegna cinematografica, facendo incontrare le storie degli autori e le bellezze del suo paesaggio. Maratea, terra amata da Montanelli e Calvino, meta turistica del Jet set dello ShowBiz, ha messo in scena una rassegna che nulla ha da invidiare ad altre piazze estive, con il red carpet e tutto il suo carico glamour di star e paparazzi.

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Molto Cinema, quindi, soprattutto lucano. Quella che ormai è da più parti riconosciuta come la nuova “terra del cinema”, può mettere in bella mostra non solo i suoi paesaggi, luoghi ideali per storie che nascono ad Hollywood ( vedi “Ben Hur “, ma prima, per esempio, “The Passion” di Mel Gibson), ma anche talenti e tecnologia che ne arricchiscono il valore e l’allure. Nella piazzetta di Fiumicello, si sono alternati nomi noti dello spettacolo, registi di successo e giovani autori già vincitori di almeno un Nastro ed un David.

Tanti i protagonisti della settima arte che si sono visti sul palco: Giuseppe Marco Albano, lucano e vincitore del David 2015 nella categoria cortometraggo, Edoardo Leo che con “Noi e la Giulia”, girato in buona parte nel materano, sta facendo incetta di premi e di pubblico, dive del calibro di Jo Champa, la italianissima “Lady Hollywood”, e attori come Dino Abbrescia, Marco Leonardi e Pierfrancesco Favino. Aggiungici anche il talento di Antonio Gerardi che è nato in Basilicata, oppure Francesca Barra, giornalista e scrittrice di successo, che la sua terra la porta dentro e la sa raccontare come pochi altri. Nel mentre, una nuova idea innovativa di Cinema si presentava agli occhi dei visitatori e degli addetti ai lavori.

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Parliamo di Digital LightHouse, progetto totalmente ideato e realizzato da Geocart, che ha fatto conoscere le innovative possibilità ad elevato standard qualitativo che lo rendono moderna industria cinematografica e interlocutore unico per ogni esigenza di produzione artistica. Le strumentazioni ad alto contenuto tecnologico e le nuove metodologie di lavoro adottate, unitamente all’elevato know how tecnico e creativo già maturato, fanno di Digital Lighthouse un nuovo punto di riferimento nazionale e internazionale per il settore della Cinematografia, del Digital Cinema Effects, del Broadcast oltre che del comparto Media & Entertainment, inclusi il Gaming e il settore dei Beni Culturali.

 

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Ne sono rimasti impressionati tutti, da Antonio Monda a Nicola Giuliano che erano lì a Maratea a conversare concretamente di settima arte e produzioni. Meccanica e anima, poesia e tecnologia, una combinazione possibile quando parliamo di Cinema, un matrimonio perfetto quando tutto ciò avviene in Basilicata. La regione che ospiterà la Capitale europea della Cultura nel 2019, Matera, può vantare oggi un segno più che proviene da un settore che, per dirla con le parole illuminanti del produttore Angelo Calculli che questa rassegna la costruisce con pazienza e visione, ha da sempre segnato una sua positività e da sempre costituisce, in Basilicata, un elemento di crescita territoriale ed imprenditoriale.

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La memoria va immediatamente all’opera cinematografica più significativa dell’immensa carriera artistica di Pier Paolo Pasolini, Il “Vangelo Secondo Matteo”, girato anche nella città dei Sassi 51 anni fa. Di lì in poi è tutto uno scorrere in sequenza di titoli e capolavori che appartengono alla storia ed alla cultura di tutta l’umanità. Impresa coraggiosa e virtuosa, talenti, paesaggi unici al Mondo e una buona amministrazione pubblica di settore (la Lucana Film Commission ha pochi anni ma inizia già ad incassare i primi significativi risultati), rappresentano oggi il giusto equilibrio per poter dare un respiro più lungo a questo territorio non più fermo al bivio “aspettando che le gambe si muovano da sole”, come spesso viene raccontato, ma in continuo movimento verso il futuro.

Perché un Mezzogiorno positivo esiste ed è sicuramente molto determinato ad andare avanti.

 

 

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