La pazienza di uno Stato

Mondo
Paola Regeni in occasione di una conferenza stampa al Senato, Roma, 29 marzo 2016.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

In gioco è un concetto non convenzionale e non conservatore di sovranità: la capacità, cioè, di rispettare le proprie stesse leggi e di far rispettare le leggi internazionali

Quand’è che uno Stato democratico può perdere la pazienza? Non c’è alcunché di leggero o di faceto (e tantomeno di antropomorfico) in questa domanda. Perdere la pazienza vuol dire, qui, né più né meno che perdere la pazienza: ovvero allentare quell’autocontrollo diplomatico e quella autodisciplina formale e istituzionale che le relazioni internazionali impongono, e far sentire che uno stato di diritto, quale è il nostro, è un sistema politico che
esige rispetto intransigente e tutela rigorosa dei diritti fondamentali della persona, in Italia e ovunque.

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