La passeggiata di lotta di Cremaschi & co. Tremano i palazzi del potere

Il Noista
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“Separare il voto referendario dal giudizio su Renzi, sul governo e sulle politiche economiche che ha messo in atto – spiega il novello Lenin – è una stupidaggine”

Forse non lo sapete, ma domani in Italia c’è lo sciopero generale. Tutti i lavoratori del Paese, da Bolzano a Trapani, incroceranno le braccia. Fabbriche chiuse, scuole deserte, serrande abbassate, trasporti paralizzati. Nei vecchi manuali leninisti, lo sciopero generale costituiva il massimo livello di mobilitazione popolare prima dell’insurrezione. Per fortuna, dopo lo sciopero di domani non ci sarà nessuna insurrezione, ma un più modesto “No Renzi day”: nel weekend anche la rivoluzione ha diritto ad una passeggiata per il centro.

La sensazionale notizia, che finora ci era sfuggita, compare sul Fatto di oggi (purtroppo soltanto in fondo a pagina 7, nonostante meritasse senza dubbio l’apertura del giornale): Giorgio Cremaschi, fuoriuscito dalla Fiom perché Landini è troppo di destra, ha lanciato la sua sfida e i palazzi del potere tremano. “Separare il voto referendario dal giudizio su Renzi, sul governo e sulle politiche economiche che ha messo in atto – spiega il novello Lenin – è una stupidaggine: non si può distinguere Renzi dalla riforma”.

Il No di Cremaschi e dei suoi amici, annota emozionato il Fatto, “è sociale perché nato dal basso, da movimenti e comitati che non si oppongono solo alla modifica della Carta costituzionale ma anche a tutte le scelte fatta dal governo Renzi. E infatti – prosegue il giornale di Travaglio – il coordinamento è formato da decine di realtà: i sindacati di base Usb, Unicobas e Usi in testa, ma anche il Forum italiano dei Movimenti sull’Acqua e il movimento No Tav”. Accipicchia.

E i sindacati veri? “Per la prima volta – annunciano orgogliosi gli organizzatori – si indice uno sciopero generale a cui non partecipano Cgil, Cisl e Uil. E’ la prova che i sindacati confederali apprezzano molte scelte del governo”. Liquidati anche i sindacati revisionisti, gli scioperanti generali annunciano “adesioni e riscontri da ogni settore, anche i lavoratori agricoli”. Evvài.

Dopodomani, sabato, gli scioperanti generali si ritroveranno a Roma per una passeggiata di lotta: al “No Renzi day”, ci informa sempre il Fatto, parteciperanno tra gli altri Paolo Maddalena, uno dei dodicimila presidenti emeriti della Corte costituzionale, e il mitico sindaco di Napoli Giggino de Magistris.

E domenica? Beh, la domenica è per la famiglia: l’agenda di Cremaschi non prevede nessuna mobilitazione. Anche i rivoluzionari d’acciaio hanno un cuore.

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