La partecipazione è formazione politica e passione civica

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manifestazione pd roma

L’esperienza di circolo Pd in Svezia che grazie alla passione politica è rinato

Siamo ripartiti da tre iscritti e invece di lasciare appassire il nostro circolo, lo abbiamo fatto rinascere. Abbiamo rintracciato la passione dei militanti di lungo corso, abbiamo accolto la freschezza di nuovi arrivati e ci siamo seduti insieme a raccontarci speranze vecchie e nuove.

Ad ogni riunione diciamo la nostra sui temi più attuali della politica nazionale, quelli che davamo per perduti e che invece, da due anni a questa parte, sono oggetto di riforma. Ne vengono fuori di opinioni, idee e proposte! Ad ogni incontro si aggiunge qualcuno/a, vecchio/a o nuovo/a socio/a che sia, desideroso/a di contribuire con il proprio entusiasmo e le proprie opinioni al nostro piccolo ma fervido dibattito sul grande cambiamento in corso.

Ecco questa è partecipazione per come la intendiamo noi, cioè formazione politica e passione civica prima di tutto. Come andiamo avanti con le nostre idee e proposte? Mai i canali per propagare verticalmente e orizzontalmente le opinioni sono stati variati ed efficaci come oggi! Per esempio è possibile inviare le nostre proposte via mail direttamente al segretario del Partito Democratico, o partecipare alle campagne di approfondimento come quella sulla Buona Scuola o quella attualissima sulla RAI. Ma la dimensione più importante per noi è quella orizzontale. Noi vogliamo catalizzare lo sviluppo di una coscienza civica attiva e progressista tra i nostri concittadini, è questa la nostra sfida, la nostra missione e la nostra passione.

Quando sento dire che la direzione del Partito non coinvolge i circoli nei processi decisionali relativi alle riforme rimango piuttosto strabiliato. Le riforme sono definite dal Governo e dal Parlamento nei processi istituzionali previsti dalla costituzione. Bisogna davvero invitare ogni piccolo dirigente di partito a condizionare le scelte ed i dettagli delle riforme? Ma neanche per sogno! La questione morale sollevata da Berlinguer accusava proprio l’invasione delle istituzioni da parte delle organizzazioni di partito, la cosidetta partitocrazia. È un modo di pensare purtroppo molto radicato in Italia, riconducibile in ultima istanza al sistema politico delle filiere clientelari.

Noi costruiamo il circolo aperto, per chi vuole contare ma non condizionare.

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