La partecipazione al Pd crescerà solo aiutando i circoli

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Attesa al banchetto del PD "Italia coraggio!" per la visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Rignano sull'Arno (Firenze), suo paese natale, 05 dicembre 2015.
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Investire nei territori e nelle forme di confronto e adesione on line è fondamentale per aprire maggiormente il partito al contributo di tutti i soggetti progressisti

Torna nel dibattito interno al Partito democratico la questione di quanto il partito debba essere aperto e delle modalità di questa eventuale apertura.

Esiste già una comunità dem più ampia del partito e con cui il partito ha già iniziato da tempo un confronto, comunità fatta di persone e organizzazioni vicine ai valori progressisti e riformisti, che portano avanti cercando di migliorare il Paese nei diversi ambiti in cui operano, dalla scuola al welfare, dall’ambiente ai diritti. L’apertura, l’essere un soggetto progressista che mette in campo strumenti e modalità organizzative che vanno a dialogare, coinvolgere e puntano a far aderire anche al partito chi fa parte di questa comunità ampia, deve essere secondo me uno degli obiettivi di un partito aperto, moderno, scalabile e democratico.

Il partito da un lato deve sviluppare idee di policy e formare la propria classe dirigente: Classe democratica, la scuola di formazione del Pd e anche #GenerazioneSì dei FutureDem, associazione di giovani iscritti e no al Pd, di cui faccio parte, sono l’esempio di questa direzione. Dall’altro lato, deve poter essere un incubatore di idee, esperienze territoriali e comunitarie che però hanno anche la capacità di mettersi in rete, dove ogni soggetto o persona della comunità dem possa sentirsi coinvolto nel dare il proprio contributo alla visione che ci accomuna.

Per continuare a fare questo in modo strutturato, le sezioni locali assumono un ruolo centrale. Un investimento, anche di aiuto economico nei territori dove le sezioni fanno più fatica è, secondo me, utile allo sviluppo di tale progettualità e all’ulteriore apertura del partito. Si possono poi pensare strumenti che facilitano la partecipazione sia online che offline, formare all’uso degli strumenti, alle tecniche di facilitazione, far diventare le sezioni locali degli incubatori della comunità dem.

I comitati per il Sì al referendum costituzionale possono rappresentare uno dei momenti più importanti di prosecuzione di questo percorso di medio/lungo periodo. Parlando di un tema importante come la riforma dell’assetto istituzionale dello Stato, la comunità dem può saldarsi ulteriormente e molte persone potranno iscriversi anche al partito.

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