La nuova vita di Mohsen, dopo lo sgambetto è allenatore in Spagna

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Dopo lo sgambetto in cui cadde mentre fuggiva col figlio in braccio, ecco il lieto fine per Mohsen

 

Questa storia riconcilia col mondo del calcio, un universo parallelo fatto di tanti, troppi, soldi e di una serie di logiche che hanno portato ad un allontanamento progressivo dei tifosi. Ma in questi giorni il calcio sta dando una bella dimostrazione di umanità rispondendo presente all’emergenza immigrazione. Dal Bayern Monaco al Cagliari passando per il Real Madrid, tutti uniti per dare una mano a chi fugge dalla guerra per percorrere la strada verso un futuro di libertà e diritti.

La stessa strada che stava percorrendo Osama Abdul Mohsen. Chi è Mohsen? È il protagonista, suo malgrado, di quelle brutte immagini provenienti dall’Ungheria. È l’uomo che, col figlio in braccio, è sgambettato dalla report ungherese. Bene, la storia di questo rifugiato ha un lieto fine, Mohsen andrà in Spagna a fare l’allenatore grazie all’aiuto di Angel Galan, presidente della scuola di allenatori spagnola CENAFE e precandidato per le elezioni nella RFEF, la Federcalcio spagnola. Insomma da “sgambettato indesiderato” a futuro obiettivo mercato dal momento che, a quanto pare ci sono già due squadre interessate.

Un lieto fine che offre uno spunto di riflessione, ancora una volta il calcio batte la politica, quella europea. Perché, è doveroso sottolinearlo, l’Italia, è un modello di accoglienza. È il concetto espresso dal Sottosegretario Luca Lotti all’apertura della Festa de l’Unità in Calabria, un concetto che trova gli esempi più belli proprio nella regione più povera d’Italia. Si pensi al modello Acquaformosa, un modello che, il Governatore Mario Oliverio, è pronto a portare in Europa. Sì in Europa proprio lì dove ancora bisogna fare tanto magari prendendo esempio dal calcio e dalla Calabria, due mondi così lontani ma mai così vicini nel nome della solidarietà.

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