La notte inglese, la notte dell’Europa

Brexit
The British, right, and EU flags flap in the wind outside of EU headquarters in Brussels on Friday, Jan. 29, 2016. British Prime Minister David Cameron is kicking off a high-stakes weekend of diplomatic negotiations on the European Union reforms with a visit to EU headquarters. (ANSA/AP Photo/Virginia Mayo)

Effetto-domino? Può darsi, se l’Ue non si trasforma

La lunga, storica notte inglese consegna all’Europa un mattino molto drammatico. Con la Brexit vincente le Borse sprofondano, l’incertezza politica dilaga. L’onda lunghissima di questa indita contestazione dell’esistente travolge certezze che parevano consolidate: la Gran Bretagna è Europa, Londra è come Parigi, Berlino, Madrid, Roma. Non è più così. Persino arrivarci, a Londra, sarà ora più complicato, più costoso: ed è una metafora brutta, specie per i giovani.

Gli inglesi hanno votato contro se stessi. Senza Europa, anche questa Europa del tutto insoddisfacente, la Gran Bretagna non avrà maggiori possibilità. Anzi. Subirà regole europee senza poter incidere. Si isola dal mondo mentre il mondo si salda, nel bene e nel male, ma si salda. Nulla può fermare la globalizzazione, tantomeno le urne di un solo paese. 

David Cameron è un leader sull’orlo del baratro. Forse riuscirà a restare a Downing street ma il suo paese gli ha dato uno schiaffone. Ha preferito la “ricetta” di un personaggio come Farage: chissà che ne direbbero Churchill, Eden, Wilson, la Thatcher.

Effetto-domino, adesso? Può darsi benissimo. Già vengono coniate parole come Frexit o Nexit – se vincerà Marine Le Pen, se l’Olanda seguirà Londra, nemesi storica dopo anti secoli – ma non è affatto detto. In teoria l’Europa potrebbe dare segni di volersi riformare, mostrando di aver colto il segnale inglese, e trasformando la Ue in senso politicamente più maturo e socialmente più giusto. In teoria.

Si deve affrontare subito il problema di centinaia e centinaia di inglesi che lavorano a Bruxelles. Probabilmente perderanno il posto. Anche questa è una piccola metafora di una brutta pagina che riguarda tutti gli europei. È la democrazia, certo. Ma certo la democrazia diretta non è infallibile, purtroppo. Anzi.

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