La nostra memoria tra colla e meravigliose figurine

MediaVillage
42099421c7afc2c170f9a8dc0fadbf6e_orig

Le figurine ci facevano stare insieme, ci offrivano sguardi su un mondo che ancora non stava esclusivamente dentro la televisione

Il titolo si rifà a quello di una trasmissione televisiva,”I migliori album della nostra vita” ma sicuramente visitandola ( Modena, dal 15 settembre) verrà spontaneo ripercorrere molti anni delle nostre vite, migliori o peggiori, che fossero. Lo sport è riletto attraverso quei rettangoli colorati, le figurine, che ci hanno fatto appassionare o dannare. La mostra richiama esplicitamente storie di miti, campioni e anche bidoni dello sport.

Li conservo quasi tutti gli album di ‘Calciatori’ della Panini: alcuni in originale, altri nelle riproduzioni d el l’Unità, ai tempi di Veltroni. Custodiamo piccoli frammenti si storia: le figurine rare e preziose, come quella di Pierluigi Pizzaballa, gran portiere d el l’Atalanta, o quella di Sollier, anarchico centravanti perugino, o di Nenè, scomparso giorni fa, con addosso la maglia del Cagliari campione.

Rimirandole, ricordiamo i loro volti e le loro imprese ma ripercorriamo anche i gesti che accompagnavano la raccolta: lo scambio con gli amici, l’odore della coccoina quando arrivava il momento di collocarle nel loro preciso spazio, il sospiro di sollievo a formazione finita. Le figurine ci facevano stare insieme, ci offrivano sguardi su un mondo che ancora non stava esclusivamente dentro la televisione. Tutto questo lo sappiamo per averlo vissuto e non solo attraverso le raccolte dei calciatori ma anche attraverso le immagini delle grandi sfide olimpiche (la ‘sconfitta vincente’ di Dorando Petri, le vicende di Jesse Owens, il pugno alzato di Tommie Smith) o i grandi duelli che hanno fatto la storia dello sport (Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Prost e Senna, Agassi e Sampras).

Con curiose incursioni nel cinema: il Tarzan del nuotatore Johnny Weissmuller o le imprese del giovane Carlo Pedersoli, poi Bud Spencer. Nello spazio del Mata sarà possibile vedere un migliaio di figurine originali alcune delle quali sono state riprodotte a dimensione naturale. Ci saranno il biliardino e un percorso didattico e ludico per i più piccoli. Le figurine sono state non solo carte da gioco ma anche strumento di promozione culturale e materiale di promozione pubblicitaria. Lo ricordano le preziose e ottocentesche immagini della collezione Liebig o quelle del ‘ Feroce Saladino’ con la quali la Buitoni – Perugina, promosse, negli anni Trenta, i propri prodotti.

Vedi anche

Altri articoli