La mia maratona per chiedere la verità per Giulio Regeni

Sport

Lo sport unisce le persone oltre le provenienze, la religione, il colore della pelle ed è sempre stato uno straordinario veicolo di messaggi

Correre per le strade di Roma è un’esperienza unica. Ho voluto esserci, nonostante la mia disabilità, per vivere questa esperienza e vedere fino a che punto arrivasse #lamiamaratona. Ho corso per 6 km indossando la maglia ricevuta da Amnesty International per sostenere la campagna #veritápergiulioregeni, perché Giulio, la sua famiglia e l’Italia hanno diritto alla verità e alla giustizia.

Lo sport unisce le persone oltre le provenienze, la religione, il colore della pelle ed è sempre stato uno straordinario veicolo di messaggi. Questo ho imparato crescendo nello sport, nutrendomi dei valori dello sport ed è per questo che ho voluto correre per Giulio e per chiedere verità.

L’emozione della partenza la porterò dentro tutta la vita: le persone che mi incitavano, la strada che scorreva, il vento, era tanto tempo che non provavo queste emozioni. La maratona è la gara simbolo delle Olimpiadi, quella che rimane nell’immaginario collettivo impressa più delle altre gare: chi non ha mai visto almeno una volta il video di Abebe Bekila che a piedi nudi corre, vola e vince lungo i 42,195 km e chi non si ricorda con emozione le gesta di Stefano Baldini ad Atene?

Roma ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza dei grandi eventi internazionali garantendo professionalità e sicurezza, oltre ad una cornice unica.

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