La Leopolda vista da noi

Leopolda 2016
meeting Leopolda 7 'and now the future ' . Leopolda is a former train station, the venue for premier Matteo Renzi's annual three-day political brainstorming event.  Florence, Italy, 4 November 2016
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Se riusciremo nel compito di riformare le nostre istituzioni potremo dire quel che abbiamo sempre saputo: la Leopolda è la parte più viva dell’Italia viva, e da qui nasce il futuro

Sul lato sinistro del palco della Leopolda, quest’anno, c’erano dei mattoni in costruzione.  Non simboleggiavano il muro che Trump vorrebbe costruire tra Stati Uniti e Messico, né quello del presidente ungherese Orban.
Erano i mattoni dell’impegno assunto da Matteo Renzi nei confronti dei cittadini colpiti dai terribili terremoti degli ultimi mesi.

Ricostruiremo tutto, ma soprattutto lavoreremo da oggi in poi a un obiettivo storico: tutelare la bellezza dell’Italia, come ci hanno ricordato Brunello Cucinelli e Costantino della Gherardesca. La proteggeremo anche dai soliti sterili contestatori, che sabato hanno pensato che la violenza fosse l’arma per fermare la nostra sfida per il cambiamento e la modernizzazione del Paese.

Quelle persone dal volto coperto non sono solo i sostenitori del No al referendum, ma del No all’Italia intera.
Dentro la Leopolda, invece, i progetti e le idee l’hanno fatta da padroni.

Tra i tavoli di discussione tematica organizzati abbiamo visto qualcosa di meraviglioso: semplici cittadini che si confrontavano con ministri ed esperti; imprenditori e lavoratori, giovani e anziani che discutevano insieme di futuro. Alla Leopolda si è dimostrato quel che purtroppo la politica tradizionale ha dimenticato, e cioè che i luoghi di discussione e di confronto sono fondamentali per chi ambisce a governare il presente e il futuro di un Paese.

Sabato c’è stata la Leopolda delle idee, domenica la Leopolda del cuore e della passione per l’Italia, per il suo futuro da costruire e inventare.

Il discorso di Teresa Bellanova ci ha ricordato che la sinistra è tale se si impegna per creare lavoro e proteggere i lavoratori.

La conduzione di Matteo Richetti ha spento le polemiche su una sua presunta distanza da Matteo Renzi. Idem per Maria Elena Boschi, che ha magistralmente condotto la parte gustosa del sabato sulle “bufale del No”, insieme ai costituzionalisti.

L’intervento di Massimo Recalcati ha ispirato tutti noi, che siamo andati via da Firenze con la convinzione e la consapevolezza di avere il diritto-dovere di contrastare l’immobilismo conservatore della politica italiana, un vizio che si trova sia a destra che (purtroppo) a sinistra.

Ora, come ci ha chiesto Matteo nel suo intervento finale, dedichiamoci con tutti noi stessi al referendum costituzionale: se riusciremo nel compito di riformare le nostre istituzioni potremo dire quel che abbiamo sempre saputo. E cioè che la Leopolda è la parte più viva dell’Italia viva, e da qui nasce il futuro.

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