La Holding della mobilità

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La nuova Holding della mobilità, un vero colosso industriale italiano, sarà un’altra delle riforme storiche di questo governo

Chiudete gli occhi e immaginate la nascita del più grande polo delle infrastrutture europeo, un big player pubblico sotto il controllo dell’Autorità dei trasporti, impegnato sull’intero universo della mobilità, dalla cura del ferro alla cura ricostituente delle strade con la nobile arte della manutenzione allo sviluppo intermodale, a partire dai nodi metropolitani.

Richiudete gli occhi e immaginate ancora quanto questo possa valere come acceleratore di lavoro, economie locali ed efficienza in casa, e per affrontare gare e appalti sui mercati internazionali. Richiudeteli per una terza volta e immaginate l’Anas con 6 mila dipendenti che gestisce 25.568 chilometri di strade con 1300 gallerie e 11mila viadotti, che cammina per la prima volta su gambe finanziarie proprie senza pesare più sul debito pubblico, integrata nell’orbita della Holding Ferrovie dello Stato (69.000 dipendenti, 9mila treni, 16.600 chilometri di rotaie per 600 milioni di viaggiatori).

Ora teneteli ancora aperti perché la nuova Holding della mobilità, un vero colosso industriale italiano, sarà un’altra delle riforme storiche di questo governo. Tempo sei mesi il dossier arriverà nelle mani degli analisti finanziari, per chiuderla a cavallo dell’estate 2017.

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