La guerra dell’oro nero

Dal giornale
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Non è la prima volta che alla guerra convenzionale faccia da sponda l’offensiva economica. E che il petrolio si imponga come terzo esercito tra due opposti schieramenti

Non è la prima volta che alla guerra convenzionale faccia da sponda l’offensiva economica. E che il petrolio si imponga come terzo esercito tra due opposti schieramenti. A metà degli anni ’80 il crollo del greggio voluto dall’Arabia Saudita in funzione – antisovietica e anti iraniana – si impose come arma di pressione condizionando il rapporto di forze sullo scacchiere afghano. E la produzione salì vertiginosamente facendo passare il prezzo del barile dai 30 agli 8 dollari. Il contro shock petrolifero di questi mesi, con i vari corollari negativi su investimenti e fondi sovrani, appare nuovamente come il tentativo di Riyad di compensare gli esiti fallimentari di una guerra combattuta su più fronti.
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