La guerra del XXI secolo

Terrorismo
epa05360842 A couple joins residents of San Francisco and the Bay Area to mourn, honor, and remember the victims of a mass shooting at a LGBT nightclub in Orlando, Florida, at Harvey Milk Plaza in the Castro District neighborhood in San Francisco, California, USA, 12 June 2016. At least 50 people were killed and 53 were injured in a shooting attack at an LGBT club in Orlando, Florida, in the early hours of 12 June. The shooter, Omar Mateen, 29, a US citizen of Afghan descent, was killed in an exchange of fire with the police after taking hostages at the club.  EPA/JOHN G. MABANGLO

Qunate forme ha la guerra? Ne stiamo vivendo una una ma non lo sapevamo

La guerra del XXI secolo non è solo un volo di droni a mille miglia dal Gay Pulse di Orlando dove l’omofobo terrorista statunintense Omar Mateen ha fatto strage o dall’abitazione dei due poliziotti coniugi di Magnanville, pugnalati dal venticinquenne jihadista francese Larossi Abballa. Non è solo una specie di videogioco con il mirino manovrato dal joystick che inquadra il target e poi giù missili su pianure mesopotamiche, deserti libici, montagne afgane, aree urbane lontanissime. Ci eravamo illusi, anche noi europei, almeno fino al risveglio con il sangue e le devastazioni delle terribili stragi a Charlie Hebdo, al Bataclan di Parigi, all’aeroporto di Bruxelles. Pensavamo che sarebbe toccato sempre e solo agli altri e che fossimo a distanza di sicurezza dall’orrore. Invece la guerra era già in casa, è «homegrown extremism», come ha riconosciuto Barack Obama, il presidente che nulla ha potuto contro la lobby delle armi, poco dopo il massacro dei massacri con 49 morti e 53 feriti

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