La frittata di Padellaro nei giorni dello sconforto

Il Fattone
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Lo Scalfari del Fatto rovescia la questione ma il problema è del M5S

L’esplosione dello scandalo di Quarto ha gettato gli amici del Fatto in una profonda crisi di sconforto, e si capisce bene il perché: essere l’organo giustizialista di un partito giustizialista, quando quel partito finisce in un’inchiesta giudiziaria, può creare un serio imbarazzo. Siamo dunque vicini agli amici del Fatto, e desideriamo offrire loro tutta la nostra solidarietà di incalliti peccatori. Ma, proprio per la simpatia che ci lega al giornale grillino, non possiamo esimerci da una critica fraterna e costruttiva.

Oggi Antonio Padellaro, lo Scalfari di Travaglio, scrive parole di fuoco contro “l’esultanza che l’imbarazzante scivolata dei 5 Stelle in quel di Quarto sta suscitando nella politica politicante”, e segnatamente contro il Pd e il suo leader, colpevole di aver denunciato “la fine del monopolio morale del M5s”, ormai a tutti gli effetti indistiguibile dagli altri partiti. Insomma, si lamenta il Fondatore, “evviva, rubiamo tutti (quindi nessuno)”.

Il fatto è che sono stati proprio i grillini e il loro giornale a stabilire fin dal primo giorno un’equivalenza fra il Movimento e il Pd: anziché rispondere nel merito e affrontare lo scandalo per ciò che significa e implica, il partito di Casaleggio e il giornale di Travaglio hanno rovesciato la frittata lanciando una campagna contro le “centinaia di indagati e condannati Pd fra Camera, Senato, Parlamento europeo, governo, comuni,regioni e città metropolitane”. Per assolvere il M5s, hanno accusato il Pd di ogni malefatta: “Rubiamo tutti (quindi nessuno)” è dunque la posizione dei grillini, non dei democratici.

Ma in questo modo si smarrisce completamente il senso dell’“imbarazzante scivolata” di Quarto. Che è molto semplice: il M5s è un partito, e come tutti i partiti (e tutte le comunità umane) ha al proprio interno donne e uomini di qualità variabile, eccellenti e pessimi, onesti e corrotti, preparati e impreparati. L’errore non è sbagliare, è credere di essere infallibili.

 

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