La fotografia democratica: immagini dalla Repubblica sui social

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Le foto sono state, insomma, il mezzo privilegiato per raccontare e rivivere la festa d’oggi e rapportarla a quei giorni

Sui social scorrono per tutto il giorno immagini e pensieri sui Settanta anni della nostra Repubblica. Chi non è d’accordo, una volta tanto, tace. E’ bello il caldo coro del consenso che si leva dai social, Facebook in testa. Non c’è retorica ma voglia di vivere la Festa. Sono postate le foto delle iniziative che si svolgono nelle città e nei borghi. Vengono pubblicate anche le foto della sfilata romana, commentate con orgoglio da qualche sindaco che era presente. Prevalgono quelle storiche, in bianco e nero. La più postata è quella in cui la faccia sorridente di una giovane donna mentre si copre con la prima pagina del “Corriere della Sera” che titola a caratteri cubitali: «E’ nata la Repubblica Italiana».

Le foto sono state, insomma, il mezzo privilegiato per raccontare e rivivere la festa d’oggi e rapportarla a quei giorni. In perfetta sintonia con la mostra promossa dall’Ansa e inaugurata qualche giorno fa dal presidente Sergio Mattarella e dal direttore d el l’agenzia, Luigi Contu. Suddivisa in quattro sezioni cronologiche (La campagna elettorale, Il voto del 2 giugno, La proclamazione del voto, La Costituente e De Nicola), aggiunge una ricca documentazione sui giornali del tempo (Quei giorni in edicola).

Gli scatti segnalano la grande partecipazione popolare che animò quella scadenza: in quella partecipazione di massa sta il vero seme della democrazia che abbiamo conosciuto. Il giorno che sancisce la vera fine del lungo e buio periodo del fascismo e ridona al Paese il sorriso della speranza.

Scorrono le manifestazioni di piazza che precedono il voto con chi inneggia al re e chi alla Repubblica. Poi il giorno fatidico con le code ai seggi, con Anna Magnani mentre vota e la giovane donna che orgogliosamente deposita la scheda nell’urna tendendo in braccio una figlia, vestita di tutto punto per il battesimo. E infine la gioia del dopo voto con i militanti comunisti che corrono a distribuire, in bicicletta, “l’Un i t à “ con il titolo W la Repubblica, W l’Italia e con il re che salta sull’aereo che lo sta portando in esilio. Restiamo oggi ammirati dall’o p e ra che svolsero quei professionisti, reinventando il fotogiornalismo dopo gli anni in cui l’immagine fotografica era stata ridotta a strumento di propaganda del regime.

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