La fiera delle notizie false

Il Fattone
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Sulla prima pagina del Fatto compare un titolo sul Nazareno. Tutto falso, alla faccia della verità.

Il Fatto probabilmente ha ragione – sebbene esageri un po’, com’è sua abitudine, nella titolazione e nell’aggettivazione – quando critica il disegno di legge presentato in Senato per punire le “notizie false, esagerate e tendenziose” pubblicate sul web.

Ogni forma di controllo della libertà di espressione – al netto naturalmente della calunnia e della diffamazione, che sono reati – finisce inesorabilmente col trasformarsi in censura. E la censura non è mai una buona cosa per la buona ragione che nessuno può essere sicuro che il censore di turno non abusi prima o poi del proprio potere. Meglio, molto meglio una puntuale battaglia culturale e giornalistica contro le falsificazioni e le manipolazioni: la strada è più lunga e l’esito è più incerto, ma in un regime liberale non posso esserci altre soluzioni. La libertà di espressione è già parzialmente lesionata dall’emergenza terrorismo: non diamole un’altra picconata nel tentativo (peraltro destinato a sicuro insuccesso) di arginare penalmente un fenomeno (sub)culturale.

Se però vogliamo che le notizie vere abbiano la meglio sulle false, che l’equilibrio (non dico l’oggettività, che non può esistere) prevalga sulla faziosità, e che insomma il fragile ecosistema dell’informazione italiana sia salvato da se stesso, bisogna anche sapersi comportare di conseguenza.

Sulla prima pagina del Fatto compare oggi, ben in vista, questo titolo: “Scarpellini interrogato anche sul Nazareno”. Occhiello: “Non solo Marra: il costruttore e i suoi favori ai politici”. Che significano queste frasi in italiano corrente? Che il noto immobiliarista romano faceva favori anche al Pd, che la Procura sta indagando anche sulla sede nazionale del Pd, e che il Pd è coinvolto nell’inchiesta ai suoi massimi livelli.

Non è vero niente.

Il contratto di affitto del Nazareno (che in realtà è un subaffitto: Scarpellini aveva preso in affitto l’edificio da una confraternita religiosa accollandosi le spese di ristrutturazione) è perfettamente regolare e non c’è nessun faro acceso dalla Procura sul Pd: semplicemente, l’indagine sta passando al vaglio tutti i contratti dell’immobiliarista.

L’unico in carcere (Scarpellini è agli arresti domiciliari) è Raffaele Marra, uomo-chiave di Virginia Raggi (“Senza di lui non vado avanti”), accusato di aver “ricevuto indebitamente, per l’esercizio dei poteri e delle funzioni inerenti gli incarichi, utilità economiche consistenti nella messa a disposizione di 367.850 euro” per l’acquisto di un immobile intestato alla moglie. “Sto a disposizione”, aveva detto Marra a Scarpellini il 30 giugno scorso, all’indomani della sua nomina a vicecapo di gabinetto.

Per difendere la libertà di stampa, caro Direttore di Bronzo, bisogna saperla esercitare.

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