La fiera dei tuttologi da talk show

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Mi viene da dire al mio immaginario vicino: “La prossima volta che hai un problema, prova a farti curare da Celentano anziché da Veronesi”

Si discute molto di populismo politico. Molto meno di populismo culturale. Il moderno populismo, da non confondere con il significato storico di questo termine e il contesto in cui è nato con ispirazioni rivoluzionarie, attribuisce al “popolo”, genericamente inteso, la capacità di essere depositario di valori positivi da contrapporre alle élite comunque intese, ai politici, agli imprenditori, agli intellettuali, agli scienziati, agli esperti. Il mondo immaginato dal populista è un mondo piatto, dove 1 conta 1 non solo e giustamente nell’urna elettorale, ma in qualsiasi campo, prescindendo dalla sua responsabilità, dal suo livello di conoscenze, dalla sua capacita specifica. Non si sa poi per quale ragione, mentre nessuno che non sia un esperto di meccanica si permetterebbe di consigliare il proprio meccanico su come aggiustare il carburatore dell’automobile, una serie di personaggi improbabili straparla di medicina, di scienze naturali, di alimentazione, di chimica e di ogni ramo del sapere umano… Solo per citare i temi più popolari. Si tessono lodi dell’omeopatia, ci si scaglia contro le vaccinazioni, si inventano le scie chimiche, si denunciano inesistenti complotti delle solite multinazionali, si inveisce contro la chimica, la genetica e tutto l’universo delle scienze naturali. La televisione, pubblica e privata, è il regno di questi ignoranti senza speranza. Belle ragazze che ci comunicano la loro esperienza con i cibi “naturali”, attori, cantanti e umanità varia che si inventano opinion leader in materie di cui non conoscono nemmeno i rudimenti. Il linguaggio è piatto e confuso come le loro idee. Per quale motivo, poi, cantanti, attori e stelline debbano uscire dai loro binari e improvvisarsi maestri del pensiero e noi ci si debba fidare, è un mistero. Mi viene da dire al mio immaginario vicino: «La prossima volta che hai un problema, prova a farti curare da Celentano anziché da Veronesi» .

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