La Festa dell’Unità non tira più. Aggiorniamola così

Pd
festa-unità

Il pubblico cala e gli introiti pure. Torniamo a “festeggiare” di più e aiutiamoci con la tecnologia

L’Unità ricompare d’estate, a inizio della lunga teoria di feste che da lei prende il nome. Per un po’ si sono pure chiamate in altro modo ma alla fine non hanno rinunciato a quel nome tondo e accogliente. E allora, già che ci siamo, secondo me un po’ di quello spirito di rinnovamento che ha riguardato il lato editoriale dovrebbe contagiare anche la Festa, dell’Unità. Perché insomma, quell’idea di evento popolare, immaginato sul modello della Fête de l’Humanité francese di inizio Novecento, ha fatto una lunga strada per arrivare a oggi e i segni del tempo si vedono, eccome.

Non è uno scandalo dire che le Feste siano sempre meno frequentate e capaci di contribuire a quell’opera di autofinanziamento che in tempi di vacche magrissime della politica non è più un’opzione, ma una necessità. Capiamoci, non sia mai detto che chi scrive abbia qualcosa contro il caposaldo intoccabile del dibattito politico avvolto nella nebbia delle salsicce arrosto, anzi. Però, qualcosa di nuovo credo sia il caso di inventarselo. Se non altro perché chiunque sia un habitué di Feste dell’Unità le vede – persino quelle delle grandi città – sempre più spopolate e tristanzuole, con un pubblico sempre più invecchiato e sparuto che resiste stancamente alla canicola. Ai dibattiti, i grandi numeri di pubblico li fanno al massimo i ministri, e manco tutti a dire il vero.

Il punto è che le feste dell’Unità, quando erano davvero l’evento delle città estive, erano il meglio dell’accoglienza, dell’intrattenimento, dell’accessibilità. Non lo sono più. I ragazzi vanno in posti dove l’atmosfera li rappresenta meglio, gli altri in posti dove magari si mangia anche, meglio. Eppure è pieno di professionisti che sanno organizzare uno street food di qualità e a costi contenuti, o un angolo accogliente per passare una serata con gli amici. Non ci vuole molto per aprire i dibattiti a una platea che vada oltre a quella dei presenti, basta uno streaming, un collegamento Skype o Periscope.

Facciamo riparlare il tempo presente alle Feste dell’Unità e salviamone lo spirito per il quale erano nate. Che non era affatto dimesso, né limitato a dibattiti tra intellettuali e politici di fama. Di una festa, parliamo. L’Unità, nel settembre 1948 la spiegava così: “noi la vediamo meglio a correre, saltare, ridere, divertirsi, c’è qualcuno che ha qualcosa da rimproverarci?”.

 

Per scrivere la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli