La famiglia tradizionale? Semplice, non esiste

Diritti
Emma Foulkes, left, and Petrina Bloodworth hold hands and show their wedding rings after being married at the Foulton County Courthouse  Friday, June 26, 2015, in Atlanta.  A court in Atlanta has started marrying gay couples after the U.S. Supreme Court struck down Georgia's ban on same-sex marriage. Fulton County Probate Court Clerk James Brock says three gay couples have received marriage licenses. Georgia was one of 14 states where a ban on same-sex marriage existed. (ANSA/AP Photo/John Bazemore)

Il modello familiare cristiano non è affatto un modello innato

Sfido chiunque in questi giorni di intenso dibattito sulle unioni civili a non aver pronunciato almeno una volta, con devozione, derisione o diffidenza, la formula “famiglia tradizionale”.

Ora, intenderci sul termine “tradizionale” riferito a “famiglia” è un passo necessario per affrontare la querelle. Il rischio, altrimenti, è quello di polarizzare il discorso schierando tutti i cattolici da una parte e i confessori del pensiero laico dall’altra. Tradizione versus stravolgimento del sistema: una semplificazione che non fa bene al confronto.

Chi si appella alla rappresentazione di “famiglia cattolica” e “famiglia tradizionale” persegue il modello della famiglia di Nazareth. Tuttavia, a leggere il Vangelo, non si rintraccia un esempio categorico di famiglia. Per di più, la famiglia di Nazareth non è un modello rifondabile.

Riprodurre quel focolare, per i credenti, avviene solo su un piano ideale. Nessuno dei fedeli, infatti, riproduce un modello di famiglia verginale, i cui coniugi non sono uniti in matrimonio.

La “famiglia tradizionale” non è un concetto granitico che nasce tale e viene tramandato senza l’ombra di un cambiamento. I primi cattolici non conoscevano l’istituzione del matrimonio. Non esisteva l’ordinamento in Chiesa e ci si sposava allo stesso modo dei pagani. In molti casi, in linea con le consuetudini del tempo, era il padre di famiglia a decidere il marito di sua figlia, accordandosi con il padre dello sposo.

L’etica familiare del cristianesimo non si delinea all’alba della religione, ma avviene in una seconda fase. Sotto Giustiniano, la Chiesa punta a definire le fasi di vita del fedele attraverso una precisa gestione clericale. Ma dobbiamo aspettare il 1215, nell’ambito del Concilio Lateranense IV, perché la Chiesa regolamenti la liturgia del matrimonio.

Ecco comparire l’uso delle pubblicazioni, si traccia un’età minima per gli sposi, e si designa come imprescindibile la dichiarazione a voce alta dei due coniugi che contraggono le nozze. Prendono forma, insomma, gli aspetti giuridici a cui guarderà il matrimonio civile nell’atto della sua fondazione.

Se si considera la storia, non si può fare a meno di notare che il modello della “famiglia tradizionale” è un modello che si costruisce nel tempo. La Chiesa, attraverso i secoli, ha sentito il bisogno di configurare un sistema di norme che responsabilizzavano il fedele di fronte alla società.

Il modello familiare cristiano non è un modello innato, ma il frutto di un insieme di valori che hanno trovato coi secoli un proprio ordinamento. Dagli usi e costumi del tempo di appartenenza, la Chiesa è arrivata alla creazione dell’istituto matrimonio.

Risolvere l’uso dell’aggettivo “tradizionale” a consumo dei soli cattolici significa esercitare la memoria storica in modo parziale. Per ogni fedele la famiglia è una rete di rapporti spirituali ma, al contempo, anche sociali. Una rete di relazioni che la Chiesa ha disciplinato nel corso dei secoli. La “famiglia tradizionale” nasce da un atto di istituzionalizzazione, che ha regolamentato quei rapporti che prima non avevano un valore giuridico. Famiglia tradizionale vuol dire questo. Una famiglia che si è scelto di riconoscere come soggetto spirituale e sociale insieme. Una famiglia condoveri e diritti precisi. Nata nel tempo e figlia del suo tempo.

Ecco perché, volendo estremizzare, si potrebbe dire che chi si augura un nuovo atto di istituzionalizzazione della famiglia, votando sì alle unioni civili, più che negare la tradizione la sta assecondando.

Vedi anche

Altri articoli