La cultura libera in Iran è ancora un crimine

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In vista della visita di Rohani in Italia, “Nessuno tocchi Caino” denuncia l’arresto dell’artista Hila Sedighi. Purtroppo, solo il più recente di una lunga serie

Lunedì prossimo è prevista una visita del presidente della Repubblica dell’Iran, Hassan Rohani, in Italia con i rappresentanti del nostro governo. Anche il 2016, si apre, in Iran, con la sistematica violazione dei diritti umani e civili dei cittadini, situazione da sempre denunciata da Nessuno tocchi Caino. Uno dei casi più eclatanti, di queste prime settimane del nuovo anno, riguarda l’artista iraniana Hila Sedighi che nella nottata del 7 Gennaio 2016 è stata tratta in arresto all’aeroporto “Imam Khomeini” di Teheran, al ritorno da un viaggio negli Emirati Arabi, dove da alcuni anni vive con il marito.

Il caso dell’artista iraniana è solo l’ultimo di una serie di arresti nei confronti di giornalisti, intellettuali e poeti accusati di “affiliazione” e “propaganda” occidentale. Come avvenuto già con altri intellettuali, anche quello della poetessa Hila Sedigni è un processo politico svoltosi senza neanche aver ricevuto il diritto alla difesa. La prigionia di Hila è durata 48 ore e la poetessa è stata rilasciata su cauzione, ma dovrà subire un processo giudiziario.

Il suo ultimo arresto è stato deciso dalla Corte in relazione al suo lavoro culturale e per la libertà di espressione artistica. «Il mio mandato di arresto è stato emesso dalla Corte, ma chi mi ha tratto in arresto non mi ha informato sulle accuse elaborate contro di me», ha scritto Sedighi sulla sua pagina Facebook.

Hila Sedigni, oltre ad essere una artista molto nota, è anche una attivista per i diritti umani e politici in Iran. Durante le elezioni del 2009, Hila aveva sostenuto il candidato presidenziale Hossein Mousavi, ma la rielezione di Ahmadinejad scatenò le famose manifestazioni note come “l’Onda Verde” represse nel sangue. Ancora oggi, i leader dell’Onda Verde, come Hossein Mousavi, sono agli arresti domiciliari senza aver subito alcun processo. L’attività di Hila Sedigni a favore della democrazia e dei diritti umani non si è mai arrestata. Nel 2012, l’intellettuale iraniana ha vinto il premio di Human Rights Watch per la libertà di espressione. La poetessa iraniana era stata già condannata a quattro mesi di carcere da un tribunale rivoluzionario nell’agosto 2011.

Con l’avvicinarsi delle elezioni parlamentari di febbraio sembrano aumentare gli arresti e le detenzioni dei dissidenti e degli intellettuali. Il regime iraniano processa e arresta, innanzitutto, gli uomini di cultura in dissidenza con le istituzioni al governo. Numerosi poeti, registi, artisti, e giornalisti sono vittime della Sharia e del controllo politico iraniano. Nel paese sciita, molti sono i poeti vittime di soprusi, arresti e repressione. Tra i tanti ricordiamo: Fatemeh Ekhtesari, il marito Mehdi Mousavi, il noto poeta Mohamadreza Haj Rostambegioo, il cantautore Yaghma Golrouyi o il poeta Baktash Abtin membro dell’Associazione degli Scrittori Iraniani.

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