La crisi del Labour Party

Brexit
epa05244637 British Labour Party leader Jeremy Corbyn speaks during the official launch of the Labour party's national campaign for the 2016 local elections in Harlow, Britain, 05 April 2016. Britain's local elections are scheduled to take place on 05 May 2016.  EPA/HANNAH MCKAY

La mente del leader del Labour si è orientata verso il sostegno attivo a “Remain”. Troppo poco. E troppo tardi

Un leader sfiduciato dall’81% del suo grupp o parlamentare. Lo stesso leader che si appella alla base e dice: non mi dimetto. Tredici “ministri ombra” nominati dal leader medesimo che hanno abbandonato il campo accusando il loro ex mentore di essere stato poco europeista. L’onda lunga della “Brexit ” si è abbattuta rovinosamente sul Partito laburista inglese, disorientato nel suo elettorato, dilaniato nel suo gruppo dirigente.

E di nuovo la sinistra, stavolta inglese, fa i conti con uno “sport” nel quale eccelle, questo sì in chiave europea: il suicidio politico. Dentro c’è la lotta per il potere, una pratica delegittimante che non fa prigionieri.

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