La credibilità di un sindaco

Amministrative
Virginia Raggi, la candidata M5s a sindaco di Roma, nel corso di una iniziativa al Tufello, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

La natura di 5 Stelle, dalle bugie della Raggi all’ostentato disprezzo antropologico per gli altri a quel leghismo che fomenta le paure, le ostilità contro il diverso, sono l’esatto contrario di ciò che serve a realtà come quelle che vanno al
voto

Roma e Milano, Torino e Bologna. Sono città metropolitane, realtà complesse per governare le quali occorrono risposte fondate su capacità di visione e concretezza, su voglia di innovazione ed esperienza. Su trasparenza e capacità di unire, di tenere insieme le comunità e non dividere, non spaccare. È questa la prima posta in gioco del voto dei ballottaggi di domenica. La natura di 5 Stelle, dalle bugie della Raggi all’ostentato disprezzo antropologico per gli altri a quel leghismo che fomenta le paure, le ostilità contro il diverso, sono l’esatto contrario di ciò che serve a realtà come quelle che vanno al voto.

Mercoledì ho partecipato insieme a Valeria Fedeli a una iniziativa contro la violenza sulle donne in una periferia di Roma, Torbellamonaca. Ho toccato con mano degrado e desertificazione sociale. Le persone che erano con noi, e che poche ore prima erano rimaste colpite dall’aggressione e dalle minacce di cui era stata vittima la giornalista Sara Mariani mentre era collegata con la trasmissione Agorà, ci raccontavano come gli ultimi interventi pubblici degni di rilievo risalissero a quasi dieci anni fa.

Si riferivano alle piazze e alle infrastrutture dell’amministrazione Rutelli, ai centri anziani, ai teatri, alle librerie in periferia, alle iniziative della Giunta Veltroni. Poi il deserto di anni. A partire da quelli di Alemanno. Ecco, per affrontare il dramma delle periferie urbane e metropolitane, dove lo Stato latita, dove forze quasi eroiche continuano a provare ad aggregare, a tenere insieme, a difendere i più deboli ed esposti, a presidiare con vita sociale zone dove dilagano spaccio e criminalità, bisogna costruire una grande risposta che tenga insieme diversi livelli. Altrimenti le risposte possibili al degrado diventano i populismi, le gogne, l’insicurezza, la disgregazione.

Quando il Governo Renzi stanzia centinaia di milioni per le periferie, quando stanzia “un euro per la sicurezza e un euro per la cultura”, manda importanti segnali concreti. Sono le stesse cose che Giachetti e Fassino e gli altri candidati hanno proposto a quei cittadini delle periferie: infrastrutture e trasporti civili, luoghi di vita sociale, lotta alla dispersione scolastica, investimenti in cultura e animazione. E luce, sì luce che illumini le troppe zone buie di quelle realtà.

Ecco un’altra delle poste in gioco dei ballottaggi: la coerenza di visione e impostazione tra il Governo del Paese e quello delle città metropolitane potrà certamente rappresentare una leva, una garanzia in più che quei programmi e quelle risposte trovino attuazione.

Immaginate la Raggi in Campidoglio, quando prima di decidere se mettere a norma il passamani che sarebbe la causa della chiusura del teatro di Torb ellamonaca (quattromilacinquento euro di spesa) dovrà consultare il blog di Grillo… O immaginiamola intenta a stressare la rete: «Grillini, è giusto o no promuovere iniziative di dialogo tra culture e religioni? Roma deve essere una grande Capitale universale o il capoluogo del Lazio»?… Merola e Fassino per il lavoro già svolto in questi anni alla guida delle loro città; Roberto Giachetti per la grande conoscenza di Roma e per l’esperienza bella e concreta svolta in Campidoglio negli anni di Rutelli; Sala per la sua sperimentata capacità innovativa e per il patrimonio positivo che eredita da quella di Pisapia, possono obiettivamente rappresentare una garanzia reale per il futuro delle città e per tenere insieme le diversità, tutte le diversità di quelle aree.

C’è poi un altro elemento. Se è vero che i ballottaggi riguardano innanzitutto il destino di romani e milanesi, torinesi e bolognesi e così via, non c’è dubbio che per la dimensione e il peso anche internazionale di queste città il loro destino di governo influisca anche su quello di tutti gli italiani. Sono parte grande di un Paese, l’Italia, che sta cercando e sta ritrovando la strada per risollevarsi. Per essere nella sostanza un Paese che crede e costruisce il suo futuro, ritrovando fiducia e credibilità internazionale.

Destinato per questo a svolgere un ruolo sempre più rilevante in una Europa attraversata da rischi drammatici e che dovrà ritrovare nuove missioni e nuove ragioni per battere populismi e paure, xenofobie e odio per le diversità. E per affrontare unita le sfide delle migrazioni, delle risposte alla crisi non più fondate su austerità e tagli, della lotta al terrorismo. Per questo l’Italia ha bisogno di un Governo credibile e autorevole ma anche di un sistema-Paese all’altezza di queste sfide. Le città metropolitane, il loro governo rappresentano un cardine di questo sistema. E questo cardine sarà obiettivamente più robusto e credibile con Giachetti e Sala sindaci a Roma e Milano, Fassino e Merola a Torino e Bologna.

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