La contrattazione aziendale non è il male. Ce lo insegna Olivetti

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Il benessere dei dipendenti può determinare anche il benessere delle imprese. Una lezione che oggi lItalia sembra aver dimenticato

Alla domanda “dov’è stato inventato il primo personal computer?”, molti rispondono “in America”. In realtà il primo personal computer è stato inventato alla Olivetti, negli anni Sessanta, grazie ai grandi investimenti dell’azienda in ricerca e innovazione e grazie soprattutto alla profonda visione progettuale di Adriano Olivetti. Un imprenditore che immaginava la fabbrica come un luogo dove gli uomini, le loro relazioni, i loro sogni, venissero prima del mero profitto e che oggi merita di essere riscoperto e studiato.

Sta infatti tornando in auge in Italia il dibattito sul superamento della contrattazione nazionale a vantaggio di quella aziendale, con l’obiettivo neanche troppo celato di aumentare i livelli di produzione delle aziende. Eppure un altro modello di contrattazione aziendale è possibile e ce lo ha insegnato proprio Olivetti. Dagli interventi sulla maternità (retribuzione del 100% per nove mesi e mezzo) a quelli sui trasporti (servizio bus che portava sul luogo di lavoro dipendenti provenienti da 15 paesi), da quelli sulla casa (i dipendenti potevano accendere mutui con tassi di interesse bassissimi) fino ad arrivare alle iniziative culturali (dalla fornitissima biblioteca Olivetti sono passati artisti come Moravia, Pasolini, Eco, Gassman).

Olivetti si spinse oltre e creò un organo che restò per oltre vent’anni un caso unico in Italia: il Consiglio di gestione. Pensato come luogo di incontro e confronto con sindacati e dipendenti, il Consiglio aveva poteri consultivi di ordine generale sulla gestione dei finanziamenti per l’assistenza e i servizi sociali e riuscì a rendere sempre più efficaci gli interventi di welfare aziendale. Ancora oggi è un esempio per chi si occupa di meccanismi partecipativi, non solo in azienda.

Qualcuno, a ragione, ha definito Olivetti “utopista concreto”, perché i suoi metodi innovativi hanno migliorato non solo le condizioni di vita dei lavoratori ma anche la produttività dell’azienda. Il sociologo Luciano Gallino ha stimato addirittura un incremento del 560% dal 1946 al 1958, segno che il benessere dei dipendenti può davvero determinare anche il benessere delle imprese. Ecco la grande lezione che ci lascia quel modello concreto di impresa responsabile ideato da Adriano Olivetti e che oggi l’Italia sembra aver dimenticato.

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