La civiltà sconfigga le falsità, così il 2016 sarà l’anno dei diritti civili

Diritti
Due ragazze si tengono per mano ne centro di Genova, dopo la sentenza della Corte dei Diritti dell'uomo di Strasburgo, che ha condannato l'Italia per la mancata approvazione di una legge che istituisce le Unioni civili, Genova, 23 luglio 2015. ANSA/LUCA ZENNARO

L’Italia ce la farà solo se davvero tutte e tutti coloro che ci rappresentano in Parlamento sapranno essere all’altezza del loro ruolo

Il 2016 sarà per l’Italia l’anno dei diritti civili? Riuscirà a esserlo solo se la facciamo finita con le polemiche sterili e le bugie strumentali che stanno ostacolando un processo che renderà onore al nostro amato Paese e al suo livello di cultura. Perché il Paese siamo noi, ci rappresenta e noi lo rappresentiamo, e se permettete tengo molto al fatto che si riconosca il mio livello di evoluzione e cultura. Il 2016 sarà l’anno dell’evoluzione verso la civiltà vera se si metterà fine alla vagonata vergognosa di enormi falsità.

Perché noi italiani siamo davvero capaci di miracoli, di rinascite ed enormi invenzioni, ma siamo capaci anche, nei nostri “dibattiti”, di coprirci di ridicolo. Il ridicolo sta nelle enormi falsità che si raccontano, che si montano, che si intrufolano nel cosiddetto senso comune con il contributo di alcuni politici, di intellettuali disonesti e linee editoriali di testate giornalistiche e media. In un circolo vizioso che si autoalimenta per fare nascere “casi” che non esistono. Di cosa sto parlando? Ma delle enormi castronerie che ho letto in questi mesi intorno alla legge sulle unioni civili in Italia.

I giornali non si sono mai occupati così ossessivamente di maternità surrogata come in questo periodo in cui, in malafede quasi tutti, hanno accostata la proposta di legge Cirinnà sulle unioni tra persone dello stesso sesso alla maternità surrogata, più strumentalmente ed efficacemente chiamata “utero in affitto”. Sono mesi che su questa proposta di legge (che FINALMENTE approderà in Aula al Senato il 26 gennaio prossimo) ci si è concentrati su qualcosa che non le riguarda, invece di raccontare i diritti e i doveri di cittadinanza cui potranno accedere coppie di cittadini oggi senza diritti.

Al momento vivo in un paese, la Germania, dove il pragmatismo è legge e si decide di fare ciò che è giusto. Perché le leggi si rispettano, l’assioma non è in discussione (e ci mancherebbe) e se si infrangono le leggi è responsabilità e libertà individuale. Non è logico usare una pratica già vietata (la maternità surrogata) per azzoppare una sacrosanta legge sui diritti civili. E allora basta, basta: non capisco perché un Paese come l’Italia (il mio Paese) non sappia adottare il medesimo atteggiamento composto e saggio, visto che ne è capace. Il putiferio scatenato da una discussione sulla maternità surrogata, che ormai ha assunto i toni di un divertissement pseudo-culturale (“Cosa pensi tu dell’utero in affitto? Sei pro o contro?”, come se si parlasse dell’ultimo trend della moda per la prossima primavera), rovina il nostro diritto a evolvere in modo civile.

Il 2016 sarà l’anno dei diritti civili se davvero tutte e tutti coloro che ci rappresentano in Parlamento sapranno essere all’altezza del loro ruolo: donne e uomini che sapranno pensare al bene comune, sapranno avere pensieri lunghi, oseranno guardare i cambiamenti della società come qualcosa da governare e non subire. Si governa con autorevolezza assumendo la piena responsabilità di essere all’altezza delle scelte legislative che si compiono, mantenendo prioritario il bene del paese e la sua evoluzione civile e culturale, la sua capacità di includere.

Cari senatori, cari deputati, approvate la legge sulle unioni civili con la step child adoption, ve ne saranno grate generazioni di donne e uomini e generazioni di bambini, e mai nessuna gratitudine sarà più grande.

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