La candidatura di Rossi aiuti la mobilitazione, non le cordate

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Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, durante l'incontro per l'annuncio ufficialmente della sua candidatura alla segreteria nazionale del Partito Democratico, Pontedera (Pisa), 22 febbraio 2016.
ANSA/STRINGER

Il Pd ha bisogno di alimentare passioni e affetti e il congresso è l’occasione giusta

La parola passione, etimologicamente, rinvia alla nozione di passività. Accanto alle passioni e a esse mescolati, vi sono poi gli affetti, che dal nostro intimo si riversano all’esterno. Ecco; io credo che il Pd abbia bisogno di mobilitare passioni e affetti. L’impressione, invece, provando a seguire la sua geografia interna e la dinamica delle sue componenti è che le ambizioni personali e di gruppo prevalgano sulle idee. Su quelle idee legate, per l’appunto, alle passioni e agli affetti.

Comprendo l’importanza della cultura di governo e di affrontare le mille e mille sfide di ogni giorno, e non rimpiango gli steccati ideologici di un tempo. Ma, per dirne una, perché entusiasmarsi per l’Assemblea nazionale del partito? Una volta, anni e anni or sono, rimasi male in quanto il Gr2 commentò più o meno così un evento degli eredi del Pci: “Per un partito di sinistra, che vive di parole…”. Sì, si vive anche di parole. Di parole e di fatti, di decisioni e di idee. Come ha scritto Walter Veltroni riguardo a Umberto Eco, si tratta di coniugare velocità e profondità.

Spero perciò che la candidatura di Enrico Rossi in vista del congresso non offra l’occasione per promuovere cordate e accentuare la confusione, consentendo piuttosto di mobilitare pensiero ed emozioni. Non abbiamo bisogno di “patti di sindacato” e di “ditte”, e neppure di confronti del tipo “Bartali-Coppi”. Né possiamo vivere di sole primarie. Occorre slancio ideale, occorre comprendere fino in fondo la natura delle differenze interne.

Un tempo, leggendo su l’Unità gli interventi al Comitato centrale del Pci, emergevano subito i diversi approcci degli ingraiani, dei cossuttiani, del “centro”, dei miglioristi. Un’altra epoca. Ancor oggi, però, per me la politica non è solo problem solving, bensì mobilitazione dei cuori e delle menti.

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