La calda estate di Madrid: terza elezione consecutiva?

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epa05245885 Spanish acting Prime Minister, Mariano Rajoy, attends a parlamentary session the Spanish Lower House in Madrid, Spain, to inform about the last EU summit on the refugee crisis, in Madrid, Spain, 06 April 2016.  EPA/ZIPI

Anche con Ciudadanos e i partiti nazionalisti Rajoy non arriva alla soglia dei 176 voti

A formare il Governo stavolta ci proverà sicuramente per primo il leader del Pp Mariano Rajoy. È uscito innegabilmente rafforzato in voti e in seggi e nessuno può chiedergli di farsi da parte, almeno all’inizio, per un diverso esponente del suo partito o per un tecnico. Può darsi che sin da subito abbia l’appoggio di Ciudadanos, che in fondo ha visto il suo bacino elettorale ridursi a favore del Pp, dimostrando una certa vicinanza e, probabilmente, anche una non comprensione dei suoi elettori per l’accordo tentato col Psoe.

Se Ciudadanos chiederà una correzione in senso proporzionalista della legge elettorale le cose potrebbero già complicarsi. Anche così, però, siamo a quota 169 seggi, mentre la maggioranza assoluta richiesta in prima votazione è di 176. Un voto lo può dare Coalizione Canaria e quindi si può salire così a 170. Su tutti gli altri partiti regionalisti, molto radicalizzati in chiave secessionista, non si può certo contare, tranne il Pnv, ossia il principale partito basco che negli ultimi anni è più moderato sull’asse centro-periferia. Esso, oltre ad alcune diffidenze storiche (il Pp che è un partito postfranchista, una sorta di Alleanza Nazionale, quando fu ammesso nel Ppe fece cacciare il Pnv che invece è un vero partito dc) ha per di più le elezioni regionali ad ottobre e potrebbe essere danneggiato dal sostegno a Governo. Anche così, però, si arriva al massimo a 175.

Senza i voti favorevoli, o quanto meno l’astensione del Psoe, il Governo non decolla. Lo stesso accadrebbe comunque in seconda votazione, quando si passa alla maggioranza relativa, giacché i Sì devono comunque battere i No: anche ammesso che, oltre a Ciudadanos, Coalizione Canaria e Pnv votino sì, occorre che qualcuno degli altri almeno si astenga. È pensabile che il Psoe tolleri un Governo Rajoy? Per chi non conosce la Spagna e crede nella teoria provvidenzialistica delle coalizioni (se una coalizione si deve formare essa nascerà fatalmente) non ci dovrebbero essere problemi.

Invece essi esistono e sono consistenti: in Spagna non si sono mai fatti Governi di coalizione; il primo tentativo, quello abortito tra Psoe e Ciudadanos, ha penalizzato il secondo partito che è apparso un portatore d’acqua; per il Psoe il Pp non è la Cdu della signora Merkel, è un partito postfranchista da cui si sente molto lontano anche per l’eredità della Guerra Civile e questo potrebbe far perdere al Psoe molti elettori a vantaggio di Podemos.

Ci potrebbe essere spazio per tentativi di candidati diversi dopo Rajoy, di popolari o di tecnici? Potrebbero gli spagnoli ritrovarsi ad agosto una versione iberica dei governi balneari della nostra Prima Repubblica? Difficile dirlo oggi. Quello però che è evidente è che lo scenario di terze elezioni ripetute, per quanto possa sembrare assurdo, è al momento pienamente in campo. Potrà venire meno se qualcuno temerà di assumersene la colpa di fronte ai cittadini. Per il momento in Spagna farà politicamente molto caldo.

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