La Bonsanti continua la menzogna del Travaglio innamorato

Il Fattone
20090211-ROMA-EST-ROMA:CONFESRENZA STAMPA ROMPIAMO IL SILENZIODirettrce Sandra Consanti  durante il suo interventoi oggi duranta la conferenza stampa nella sede di Roma della stampa estera FABIO CAMPANA

“Non abbiamo ancora capito, dopo 24 anni, chi ha ucciso Paolo Borsellino e chi ha fabbricato le piste false battute per anni”. E che c’azzecca con il referendum? Naturalmente niente, ma nel magico mondo della Bonsanti c’azzecca eccome

Una menzogna ripetuta con costanza e determinazione diventa una verità: questo principio fondamentale della propaganda – teorizzato da Goebbels ma assiduamente praticato fin dagli albori delle società umane – è il cardine su cui ruota l’intera impresa editoriale del Fatto.

A volte c’è persino qualcuno che ci casca: per esempio Massimo D’Alema, che ieri sera a In Onda ha fatto propria, senza battere ciglio, la fandonia fattoide secondo cui Maria Elena Boschi avrebbe sostenuto che il Sì al referendum serve a combattere il terrorismo. Più banalmente, la ministra delle Riforme aveva spiegato che un paese più efficiente e più stabile – sono questi gli obiettivi della riforma – saprà affrontare meglio anche l’emergenza terrorismo.

Ieri il Fatto sulla fandonia aveva aperto il giornale, mentre oggi – ricordate? Le menzogne vanno ripetute con convinzione – le dedica uno sconclusionato editoriale di Marco Travaglio e, nelle pagine interne, un’intervista non meno sconclusionata a Sandra Bonsanti. La quale rovescia la posizione attribuita alla Boschi per sostenere che “cambiare assetto costituzionale in un momento così delicato, in un’epoca burrascosa dal punto di vista interno e internazionale, è il vero salto nel vuoto”.

Non soddisfatta, la Bonsanti pesca a casaccio nella storia patria per riesumare la strage di via D’Amelio: “Non abbiamo ancora capito, dopo 24 anni, chi ha ucciso Paolo Borsellino e chi ha fabbricato le piste false battute per anni”. E che c’azzecca con il referendum? Naturalmente niente, ma nel magico mondo della Bonsanti c’azzecca eccome: “Ebbene – prosegue la Bonsanti senza neppure tirare il fiato –, la riforma di Boschi e Renzi taglia tutti i controlli e concede all’esecutivo un potere mai visto, accentrando il comando tutto nelle mani di una persona”.

Anche questa è una balla spaziale, perché com’è noto la riforma non tocca la forma di governo né i poteri del premier (che, per dirne una, continuerà a non poter licenziare neppure un ministro): ma se pure fosse come dice la lisergica Bonsanti, stabilire un nesso con l’attentato a Borsellino sfida ogni ragionevolezza umana.

È leggendo castronerie di questo tenore che, giorno dopo giorno, ci convinciamo che il Sì ha ottime possibilità di vittorie. Che Dio ci conservi il Fatto, la Bonsanti e D’Alema: almeno fino a novembre.

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