La bad bank è un nostro diritto

Finanza
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L’economia italiana per poter consolidare i primi cenni di ripresa, deve poter contare su un sistema bancario capace di una forte innovazione

La possibilità di un fallimento non è nemmeno contemplata. Gli incontri del nostro ministro dell’economia Padoan a Bruxelles per sbloccare la costituzione di una o più bad bank per alleggerire i crediti bancari in sofferenza, o si concluderanno con un accordo oppure il Governo italiano dovrà comunque prendere delle decisioni perché i mercati finanziari non sopporterebbero un ulteriore rinvio. E l’ economia italiana per poter consolidare i primi cenni di ripresa, deve poter contare su un sistema bancario capace di una forte innovazione in modo da tornare a fornire credito alla aziende ed ai privati.

Per poter sbloccare il negoziato senza violare le regole europee, e’ stata elaborata una proposta da parte di tre economisti, Messori, Micossi e Bastasin, che prevede una doppia garanzia da parte delle stesse banche e in secondo luogo da parte dello Stato. In questo modo da cessione dei crediti in sofferenza potrà avvenire a prezzi vicini a quelli attualmente allocati nei bilanci delle banche, e quindi senza costringere le aziende di credito a spesare nei loro conti economici ulteriori perdite.

Poi le nuove bad bank avranno il tempo di gestire questi crediti in sofferenza, molti dei quali come ha sottolineato il presidente della Bce, Mario Draghi, sono in gran parte assistiti da garanzie reali da parte dei debitori, e quindi non è affatto detto che debbano provocare nuove perdite. Molto dipende dalla possibilità di diluire nel tempo il lavoro di recupero e, se l’ economia italiana dovesse effettivamente confermare il cammino della ripresa, non è affatto detto che l’ operazione non possa chiudersi in positivo, come peraltro è avvenuto in passo con il Banco di Napoli.

Se poi ci saranno delle perdite , questa saranno assorbite in prima istanza dalle stesse banche fino ad un tetto predeterminato, e solo in ultima istanza dallo Stato. Ma comunque tutta l’ operazione sarà spalmata su vari anni per cui non ci dovrebbero essere problemi sia per le banche che per lo Stato. Secondo la proposta dei tre economisti della Luiss la doppia garanzia dovrebbe di per se’ stemperare le tensioni e quindi non è affatto detto che la garanzia dello Stato debba effettivamente tramutarsi in un onere per il bilancio pubblico.

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