Italicum, ecco perché Magistratura democratica sbaglia

Riforme
Deputati entrano in aula durante il seguito della discussione del disegno di legge di riforma della RAI e del servizio pubblico a Montecitorio,Roma,20 ottobre 2015.       ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI,

I numeri sono numeri: le norme prevedono gli accordi

Con tutto il rispetto che si deve a Magistratura Democratica, i numeri sono numeri.

L’affermazione principale nel documento a favore del No al referendum costituzionale sembra essere quella relativa al predominio della maggioranza sugli organi di garanzia.

Il testo integrale sta qui: http://www.magistraturademocratica.it/mdem/articolo.php?id=2444&a=on

Ora, sulla base dell’Italicum, la lista che vince ottiene il 54% dei seggi alla camera. I senatori sono eletti regione per regione con un sistema proporzionale e quindi nulla si può dire a priori sulla maggioranza che si determinerà e che, peraltro, potrebbe anche non esserci o essere di colore opposto.

Con la riforma costituzionale 3 giudici sarebbero eletti dalla Camera e 2 dal Senato: il quorum si può abbassare solo al 60% dei componenti, che è alla Camera, non di poco, decisamente al di sopra del 54% (54 che di norma scende significativamente a scrutinio segreto).

I membri cosiddetti laici del Csm sono eletti con un quorum che non può scendere sotto il 60% dei presenti votanti: le argomentazioni precedenti possono essere tranquillamente ripetute.

Per il Presidente della Repubblica la riforma eleva il quorum alla soglia appena citata per i membri laici del Csm: cosa ancora più complicata per l’elezione di un organo monocratico dove non si possono fare accordi incrociati tra più candidati. Tant’è che non poca parte della dottrina ha criticato questa norma per un motivo opposto, perché non si riuscirebbe ad eleggere il Presidente.

 

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