Italia-Iran, i diritti umani da ricordare in casa Telecom

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A fine gennaio, la presenza del Presidente della Repubblica dell’Iran in Italia ha prodotto la ratifica e la sottoscrizione di sette accordi istituzionali e dieci di natura industriale e commerciale. Numerosi i Memorandum sottoscritti nei settori della salute, dei farmaci e delle apparecchiature mediche. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il suo affine iraniano Abbas Akhoundi hanno firmato […]

A fine gennaio, la presenza del Presidente della Repubblica dell’Iran in Italia ha prodotto la ratifica e la sottoscrizione di sette accordi istituzionali e dieci di natura industriale e commerciale. Numerosi i Memorandum sottoscritti nei settori della salute, dei farmaci e delle apparecchiature mediche.

Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il suo affine iraniano Abbas Akhoundi hanno firmato un memorandum of understanding che “crea le condizioni affinché il sistema ferroviario del nostro Paese, con una forte leadership di Ferrovie dello Stato Italiane, svolga il ruolo di principale partner per lo sviluppo della rete ferroviaria iraniana”.

Per quanto riguarda le telecomunicazioni, la TI Sparkle, azienda controllata per il 100 per cento da Telecom Italia Group, ha annunciato la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding con Telecommunication Infrastructure Company of Iran (TIC) per l’espansione del suo Global IP Backbone con un nuovo IP POP in Iran.

La Telecommunication Infrastructure Company of Iran lavora come compagnia governativa, sostenendo le richieste delle istituzioni iraniane, con scopo “la creazione, distribuzione, gestione, organizzazione, supervisione, mantenimento ed implementazione del network primario delle telecomunicazioni e delle attività infrastrutturali”, un controllo altamente centralizzato delle comunicazioni dei cittadini iraniani all’interno della repubblica sciita.

Non dimentichiamo che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo l’incontro con Rohani, aveva esplicitamente e giustamente dichiarato: “Anche nei settori su cui sono più marcate le nostre distanze, come nel campo dei diritti umani, abbiamo dimostrato di sapere dialogare e discutere”.

Forti di questa visione rammentiamo che già in passato le autorità governative iraniane hanno utilizzato le tecnologie della comunicazione derivanti da aziende multinazionali occidentali per controllare e sopprimere attività di opposizione politica come anche la semplice manifestazione del dissenso e della libertà di espressione, problematiche denunciate più volte da numerose organizzazioni per la tutela dei diritti umani quali Nessuno tocchi Caino, Iran Human Rights e Human Rights Watch.

Pochi giorni fa il deputato Achille Totaro, presidente del “Comitato Interparlamentare Iran Libero”, ha depositato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Delrio, per chiedere quali iniziative intenta principiare il Ministro per certificare che si forniscano infrastrutture e tecnologie per le telecomunicazioni senza incorrere nel rischio che siano utilizzate dal Governo della Repubblica Islamica dell’Iran per operazioni di censura, sorveglianza e repressione del dissenso.

Al governo viene richiesto un atto di conoscenza, sapere se siano previsti nel contenuto del Memorandum of Understanding sottoscritto con Telecommunication Infrastructure Company of Iran (TIC) strumenti legali e formali per impedire al Governo della Repubblica dell’Iran l’uso delle infrastrutture e delle tecnologie per letelecomunicazioni di fornitura dell’azienda italiana, in collaborazione con TIC, per operazioni di repressione, per soffocare, sedare e negare la libertà di comunicazione dei giovani iraniani accentuando le persecuzioni e gli arresti dei dissidenti.

 

L’autore è componente del Consiglio direttivo di “Nessuno tocchi Caino”, membro della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu Onlus) e del Comitato Italiano Helsinki per i diritti umani.

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