Io, operaio Fiom voto per cambiare

Referendum
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Ci hanno detto e ripetuto che ci vuole pazienza e calma. Ma calma e pazienza, dopo un po’, si trasformano in due aggettivi che chi si trova in difficoltà non può più ascoltare, non deve più sentire . Per questo voterò Sì

Sono un operaio metalmeccanico, sono iscritto alla Fiom dal 1980, lavoro in siderurgia, alle acciaierie di Piombino e sono membro della Rsu. Ho 30 anni di militanza sindacale che mi ha visto parte attiva durante tutto il passaggio dalla siderurgia pubblica a quella privata Lucchini, Severstal, Commissariamento dello stabilimento ed ora Aferpi e proprio partendo da questa mia esperienza che ho deciso il 4 dicembre di votare Sì al referendum costituzionale.

Durante questi anni ho vissuto in prima persona il disagio e le grandi difficoltà di chi mi ha delegato a rappresentarlo. E purtroppo ho vissuto e vivo personalmente un disagio immenso vedendo come troppo spesso gli impegni presi e le soluzioni faticosamente concordate poi non sono stato rispettati e realizzate. E questo mentre nell’attesa abbiamo visto passarci davanti il tempo e crescere la consapevolezza che un sistema complesso e burocratico trova sempre il modo per rinviare, rimandare e non risolvere le questioni.

Ci hanno detto e ripetuto che ci vuole pazienza e calma. Ma calma e pazienza, dopo un po’, si trasformano in due aggettivi che chi si trova in difficoltà non può più ascoltare, non deve più sentire . Per questo voterò Sì, proprio perché sono sicuro che con la vittoria del Sì arriverà chiaro e forte il messaggio che debba essere finalmente scardinato quel sistema burocratico che non permette a nessuno di portare a termine gli impegni presi. Un sistema di cui la cattiva politica si fa forte e anzi lo alimenta così crea una scusa per non rispondere delle sue azioni, se ci fermiamo un momento a riflettere credo che davvero coloro che più di altri hanno necessità di un paese dove c’è meno burocrazia e più velocità nelle scelte e nelle leggi sono i lavoratori e le aziende. I loro bisogni e necessità non possono aspettare i tempi del bicameralismo perfetto. La tecnologia e l’innovazione hanno reso tutto più fluido, semplice e veloce, ma alcuni per paura di perdere privilegi acquisiti cercano di impedire che questa sia portato nelle scelte politiche.

Trovo impensabile ad esempio il mantenimento del Cnel, un organismo che mai è riuscito a dare un contributo nella soluzione delle criticità nel mondo del lavoro pur essendo pieno di ex sindacalisti. Anche perché non capirò mai come possiamo noi che tutti i giorni lottiamo economicamente per raggiungere la fine del mese non essere d’accordo con il contenimento dei costi della politica.

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